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Ascensori fuori uso, poche sedie nelle sale di attesa, infiltrazioni e infissi rotti: è l’effetto dei tagli Tra gli utenti, ma anche tra medici e infermieri, cresce il malumore: «Vogliono favorire i privati»

DOLO.

Non ci sono soldi per la ristorazione, gli appalti per le pulizie sono sempre assegnati al ribasso, gli acquisti dei beni di uso quotidiano o per la riparazione degli elettromedicali mancano. Gli ascensori, sia interni che ad uso pubblico, spesso sono guasti con dei cartelli che invitano a farsela a piedi. Se va male, invece, si rimane chiusi dentro e si aspetta l’arrivo del tecnico “liberatore”, come è capitato a Dolo la settimana scorsa. E poi uffici con infiltrazioni d’acqua, mancanza di sedie per le attese, letti di degenza, porte e finestre che non hanno manutenzione.

Sono tutti i disagi che ogni giorno gli utenti dell’Asl 13 sono costretti a vivere. Colpa della revisione di spesa che impone tagli e limature. Riduzioni che però non avvengono a livello buste paga dei dirigenti dell’Asl 13. Le ultime determine (disponibili anche sul sito dell’azienda sociosanitaria) lo confermano. 28 mila euro di premio alla direttrice amministrativa Manuela Baccarin. Praticamente un reddito annuo per le normali famiglie. E le richieste di manutenzione degli ospedali passano proprio tutte tramite la direttrice amministrativa che, forse, per dimostrare che si può risparmiare e sanare il bilancio aziendale, approva le spese solo se urgenti. Eppure la percentuale di cittadini che utilizzano i servizi sanitari non si è abbassata, mentre i tempi di attesa per visite ed esami aumentano. Così dopo il guano, i piccioni morti, la scure dei tagli alle sale operatorie, ora c’è quella complessiva sull’intero apparato che, naturalmente, non riguarda i vertici aziendali e i loro compensi e le loro nomine, presto infatti altri premi saranno in arrivo per gli altri dirigenti. Entro il 31 dicembre saranno pubblicate quelli destinati ai direttori dell’area Sanitaria e dei Servizi sociali mentre ai primari è destinato un premio chiamato “indennità di risultato”. A denunciarlo alla Nuova sono i cittadini della Riviera e del Miranese ma anche lo stesso personale medico, infermieri e medici che definiscono le richieste da parte della direzione sanitaria dell’Asl 13 non coerenti con le vere necessità dei pazienti.

Il direttore dell’Asl 13 Arturo Orsini si schermisce: «I dirigenti», spiega, «vengono valutati su parametri regionali ma nessuno degli obiettivi fissati riguarda parametri di taglio». Sarà ma a guardare gli ospedali di Dolo e Mirano, in un giorno qualsiasi, non sembrerebbe così. Almeno da quanto raccontano i cittadini. «La salute sta diventando qualcosa a cui le istituzioni non badano più, basta che siano rimpinguati i portafogli dei dirigenti», afferma Antonio Carraro di Fossò.

«Ogni giorno in ospedale ce n’è sempre una», afferma B.A. di Dolo, «code e tempi di attesa lunghissimi per le visite. Non ci sono investimenti e tutto viene tagliato a favore delle strutture private. Gli stipendi dei manager invece aumentano, è un’indecenza».

Davide Massaro

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