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Gazzettino – Torre di Cardin, arriva la firma

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

dic

2012

PALAIS LUMIERE – Siglato ieri in Regione l’Accordo di programma per realizzare l’opera

Orsoni: «Adesso il sì del Consiglio». Basilicati frena: «È soltanto una bozza»

Il sindaco Giorgio Orsoni dice che ieri mattina è stato firmato l’Accordo di programma per la realizzazione del Palais Lumière. Secondo il gruppo Cardin è stata firmata solo una bozza. Sempre un passo avanti ma c’è una bella differenza tra un accordo definitivo e una bozza.
Giorgio Orsoni afferma che «si tratta dell’accordo di programma per realizzare l’opera e di tutta una serie conseguente di adempimenti burocratici: ci sono ancora dei passaggi tecnici, entro 30 giorni il Consiglio Comunale deve esprimersi definitivamente». E ha pure aggiunto che, da quanto ne sa, «il Consiglio comunale è compatto, ha già votato su questo argomento: la procedura prevede infatti che ci sia un Consiglio comunale preventivo che dà mandato al sindaco di firmare l’accordo di programma e questo deve essere poi portato alla ratifica del Consiglio».
Per conto del sindaco, alla Conferenza dei servizi c’era il vicesindaco Sandro Simionato che ha firmato assieme ai rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte (Regione Veneto, Autorità Portuale, Provincia ed ERF, la società per l’esercizio dei raccordi ferroviari a Porto Marghera). Per Pierre Cardin c’era Rodrigo Basilicati, il nipote che è amministratore delegato del gruppo Concept Creatif dello stilista italo francese.
E proprio l’ingegner Basilicati ha specificato che «quella firmata ieri è solo una bozza, e in quanto bozza è suscettibile di modifiche». E per essere più chiaro ha ricordato che restano in piedi tutte le criticità sollevate nelle scorse settimane dal gruppo riguardo alle pretese del Comune considerate esagerate. Lo scorso 15 dicembre aveva spiegato che l’Amministrazione veneziana «chiede di tutto e di più. Su ogni punto dell’accordo ci ha messo un surplus, strade, tram, parcheggi… arrotondano tutto per eccesso, e alla fine viene fuori che ci sono centinaia di lavori in più da fare. Mio zio ha detto che è pronto a pagare ciò che è dovuto per legge, non un centesimo in più». Il sindaco il giorno dopo ha puntualizzato che il Comune chiede solo ciò che appunto è previsto per legge ma evidentemente ancora non si sono chiariti del tutto, anche se ieri qualche passo avanti è stato fatto, e lo stesso sindaco ha separato dall’accordo la questione della vendita dei terreni comunali a Cardin: «È un’altra partita, si tratta della parte economica che potrebbe consentirci di affrontare le imposizioni del patto di stabilità». Anche sui 40 (o 80) milioni di euro chiesti allo stilista, tra opere di urbanizzazione e costo dei tre ettari e mezzo di aree, Basilicati aveva spiegato che prima di tutto serve un accordo di programma definitivo, poi bisogna che la Soprintendenza chiarisca la questione del vincolo, e che comunque ben difficilmente per il 31 dicembre Cardin avrebbe potuto rendere liquidi così tanti soldi.
Ieri, intanto, sulla firma è intervenuto anche il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa dichiarando soddisfazione «poiché all’interno dell’accordo è stata tenuta nella massima considerazione la necessità che i lavori delle opere viarie (sia ferroviarie che stradali) avvengano senza interferire minimamente sull’accessibilità del porto. Tali lavori, unitamente a quelli già in corso da parte dell’Autorità Portuale, consentiranno di migliorare ulteriormente l’accessibilità allo scalo».

 

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