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Il pm Gava pronto a chiedere il rinvio a giudizio per la manifestazione in Bacino contro le grandi navi

Sono 47 gli ambientalisti per i quali il pubblico ministero Giorgio Gava è intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio dopo aver depositato gli atti. Al centro della richiesta la manifestazione in acqua e in terra degli aderenti al Comitato No grandi navi del 16 settembre scorso in bacino San Marco e nel canale della Giudecca. Tra di loro ci sono giovani dei Centro sociali come Tommaso Cacciari e il fratello minore Rocco e Michele Valentini, ma anche il portavoce del Comitato Silvio Testa, l’ex assessore provinciale all’ambiente Luciano Mazzolin e l’ex assessore regionale all’ambiente Michele Boato. I reati contestati sono quelli di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata e di non aver ottemperato ad un provvedimento dell’autorità, entrambi aggravati dal concorso con altre decine di persone.

A segnalare alla Procura i 47 nomi gli uomini della Digos, che dopo aver visionato foto e riprese video hanno identificato coloro che, a bordo si sarebbero avvicinati alla rotta di navigazione della navi che quella domenica pomeriggio stavano uscendo dal porto e dalla laguna per prendere il largo, attraversando il bacino San Marco. Nessuno di coloro che manifestava con striscioni, slogan e trombette da terra è stato segnalato all’autorità giudiziaria, solo coloro che, secondo le accuse, non avrebbero ottemperato al divieto di ostacolare la navigazione dei giganti del mare, contro il passaggio dei quali in bacino San Marco si battono molti veneziani. Non è la prima manifestazione del Comitato che finisce con code giudiziarie: il 14 aprile scorso era stato organizzato un corteo in Canal Grande e vi avevano partecipato 57 barche anche se il questore l’aveva vietato. Ad organizzarlo sempre il Comitato No grandi navi. In quell’occasione in Procura era arrivata una relazione con un dozzina di nomi di partecipanti. (g.c.)

Giorgio Cecchetti

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“Nessun incidente il pericolo veniva dall’elicottero”

«Non c’è stato alcun incidente, la manifestazione si è svolta in forma pacifica, come ammesso dal prefetto. Semmai a creare problemi è stato quell’elicottero che volava pericolosamente a bassa quota, insieme alle manovre delle barche della polizia e delle moto d’acqua che bagnavano i manifestanti».

Così all’indomani della manifestazione del 16 settembre il Comitato «No Grandi navi» commentava la notizia delle denunce della Digos ai partecipanti. A loro discolpa i manifestanti avevano prodotto un dossier di video e foto che documentavano come nessuno avesse tentato di bloccare il passaggio della nave.

«Nessuno si sarebbe suicidato», ribadisce Luciano Mazzolin, «era una giornata di festa».

Decine le barche, centinaia i manifestanti sulle rive. Adesso dopo soli tre mesi la Procura vuole il processo.(a.v.)

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