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La Cgil trasporti: «Il Veneto corre troppo e sta facendo più strade del necessario»

Sospeso il ritocco sul tratto Dolo-Villabona per scongiurare il caso dei «furbetti»

AUTOSTRADE E TRENI – GLI AUMENTI

PADOVA – Nuova stangata ai caselli di mezzo Veneto. Con il nuovo anno sono aumentati i pedaggi delle principali tratte autostradali del Veneto. Tuona il segretario della Fit Cgil Ilario Simonaggio: «Aumenti esagerati, stiamo pagando con i pedaggi gli sproporzionati piani di investimento dei concessionari». Dal Passante di Mestre alla A13 Padova-Bologna, dalla A27 Mestre-Belluno alla A28 Conegliano-Pordenone tutte le autostrade hanno subito aumenti considerevoli: batte il record la Cav, concessionaria autostrade venete controllata dalla Regione, che ha ritoccato le tariffe dell 13,55 per cento. Non da meno Autovie venete, che gestisce la A4 da Mestre in direzione Trieste che registra un aumento del 12,63 per cento. Autostrade per l’Italia (gruppo Benetton), infine, ritocca mediamente i suoi pedaggi del 3,47 per cento. Restano immuni dagli aumenti, per ora, le tratte legate alla competenza dell’Autostrada Brescia-Padova perché la concessione è in scadenza e quindi non si conosce il futuro dell’infrastruttura. Percorrere interamente il Passante, ad esempio, costa da ieri due euro e settanta centesimi (da Dolo a Preganziol). Tutto in alto mare, per adesso, il problema dei cosiddetti «furbetti» della barriera di Dolo. Con un escamotage, infatti (uscendo e rientrando subito al casello) è possibile percorrere la Padova-Villabona con settanta centesimi anziché con 2,90 (che un automobilista paga se entra a Padova est ed esce a Villabona).

Con una lettera alla Regione, la concessionaria Cav ha chiesto di sospendere l’aumento per questo tratto per trovare una soluzione che vada incontro ai pendolari che hanno chiesto che la tratta Padova-Venezia non costi più di un euro.

Ma il ragionamento del segretario regionale della Cgil trasporti insiste: «La verità è che questi aumenti vanno semplicemente a pagare gli investimenti che i concessionari autostradali si sono impegnati a fare. Ma allora dov’è il rischio d’impresa se gli investimenti li paghiamo noi? Che cosa ci mette il privato?» si interroga Ilario Simonaggio. «Il Veneto corre troppo e stiamo facendo più autostrade di quante ne servirebbero in realtà, visto che sta cambiando anche il sistema generale di mobilità. Con la Nogara Mare, la Valdastico Sud, la Superstrada Pedemontana stiamo riempiendo il Veneto di infrastrutture stradali che arrivano in grave ritardo rispetto alle necessità e che soprattutto sono realizzate a carico degli automobilisti». Simonaggio rimprovera all’assessore regionale Renato Chisso di aver «preso gusto» a realizzare strade con un equilibrio finanziario precario: «Chisso sta dandosi da fare per fare troppe strade, scassando le casse pubbliche e infierendo sulle tasche degli automobilisti». Secondo il sindacalista, questi aumenti sono ingiustificati e pesano, appunto, solo sulle tasche dei pendolari che usufruiscono più spesso le tratte autostradali:

«Bisogna cambiare modello di mobilità ed accorciare i tempi dei treni cadenzati che Chisso ora promette per il prossimo giugno. Del sistema metropolitano di superficie, invece, non si sente più parlare»

di Daniele Ferrazza

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