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Nuova Venezia – Porto Marghera, la svolta e’ vicina

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

gen

2013

Sarà creata una società di scopo tra Eni, Comune e Regione per vendere e rilanciare 19 aree industriali

MARGHERA – La prudenza, visti i precedenti, è d’obbligo. Ma l’accordo annunciato ieri da Comune e Regione per il rilancio delle aree industriali di Porto Marghera sembra davvero essere l’auspicata «svolta»per l’effettivo riutilizzo delle aree dismesse dalle multinazionali della chimica e dell’acciaio negli ultimi due decenni. Per il rilancio dell’area industriale Regione e Comune creeranno una società «di scopo» per dare attuazione all’accordo sottoscritto con Eni per la cessione in blocco delle 19 aree (120 ettari) di sua proprietà.

Alla società dovrà partecipare, come auspicano Comune e Regione, anche Syndial (la società dell’Eni che gestisce le aree dismesse e in attesa di essere vendute), che si è impegnata a cedere, attraverso un protocollo firmato la scorsa primavera dall’amministratore delegato, Paolo Scaroni. Proprio per definire i termini di compartecipazione di Eni alla società (che potrebbe essere un “contenitore” già esistente e pronto ad operare) è in programma il 22 gennaio un incontro di Comune e regione con il presidente di Syndial, Leonardo Bellodi. Spetterà a questa società, infatti, procedere alla cessione per lotti delle sue aree a «soggetti imprenditoriali interessati a localizzare nuove iniziative industriali a Porto Marghera».

A questo scopo, come spiega una nota stampa del Comune, è stata prospettata «l’ipotesi di avviare tempestivamente la predisposizione di un bando pubblico europeo per la raccolta di manifestazioni di interesse di imprese pronte ad investire per insediarsi nelle aree di Porto Marghera oggetto di valorizzazione da parte dell’iniziativa congiunta Regione-Comune» che hanno per questo deciso di «strutturare l’iniziativa secondo modalità atte a garantire un’effettiva appetibilità per nuovi insediamenti, sia in termini di costo delle aree infrastrutturate sia di semplificazione delle procedure e relativo abbattimento dei tempi richiesti per la localizzazione di nuove attività».

Gianni Favarato

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