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Movimento 5 stelle

MARGHERA.

Il progetto “Green Refinery” annunciato da Eni per la sua raffineria di Porto Marghera «presenta seri problemi di sostenibilità e di conformità con le Direttive Europee sulla riduzione dei gas nocivi».

A sollevare il problema è il gruppo di lavoro sull’energia del Movimento 5 Stelle veneziano che con una nota stampa chiede in proposito «chiarimenti» al sindaco Orsoni.

«Lo scorso settembre Eni ha annunciato di voler convertire la raffineria di Porto Marghera in una bio-raffineria», spiega la nota dell’M5S, «la proposta ha incontrato il parere favorevole dei sindacati dei lavoratori e di alcuni rappresentanti istituzionali. Ma l’indubbio interesse per la creazione di un polo che si vuole di eccellenza non può distogliere l’attenzione dalla sostenibilità ambientale e il diritto alla salute, come la drammatica vicenda dell’Ilva di Taranto insegna. Gli studi sull’intero ciclo di trattamento delle materie prime attualmente disponibili per la produzione di biocarburanti hanno dimostrato, infatti, un indice di sostenibilità inferiore alle attese». Secondo l’M5S «la produzione di biocarburanti programmata dall’Eni a Porto Marghera è di 500.000 tonnellate annue a fronte di un fabbisogno stimato di 58.000.000, non solo sarà inferiore alla domanda ma non riuscirà neanche a garantire l’auspicata riduzione dei gas inquinanti».

«Il processo di risanamento di Porto Marghera auspicato dalla cittadinanza intera, dalla amministrazione locale e dai settori produttivi» secondo il Movimento 5 Stelle «non sembra rispondere ai criteri di trasparenza necessari per una efficace ed efficiente gestione delle attività economiche. Mancano piani di intervento per la sostenibilità energetica locale. Manca un Piano Energetico Nazionale di riferimento. Manca lo studio Life Cycle Assessment che dovrebbe dimostrare su basi scientifiche il bilancio energetico e l’impatto ambientale dell’intero processo produttivo. Per questo chiediamo che tale progetto sia considerato nel contesto di un più generale piano strategico industriale e di riqualificazione territoriale».

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