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NOALE – Oltre quattrocento persone hanno manifestato contro il progetto di ampliamento

«Pentirsi domani non serve». Lo slogan, riportato in uno dei tanti striscioni presenti, simboleggia perfettamente lo spirito con cui oltre quattrocento persone ieri pomeriggio sono scese in strada per manifestare contro il progetto di ampliamento presentato dalla ditta Cosmo di via Feltrin, al confine tra Noale e Salzano. La manifestazione è stata promossa dai comitati «Noale Ambiente» e «Ambiente Sicuro» e ha visto in prima linea pure associazioni di Spinea, Zerobranco e Mogliano. Presenti molti esponenti politici: l’eurodeputato Idv Andrea Zanoni, il consigliere regionale Pd Bruno Pigozzo, vari componenti dei circoli Pd locali ed esponenti di Lega, Sel e Rifondazione. La gente si oppone alla volontà dell’azienda di stoccare nello stabilimento rifiuti che vengono definiti pericolosi, mentre Cosmo continua a ribadire l’assoluta sicurezza ambientale del progetto. L’appuntamento era per le 17 all’ingresso vecchio dell’ospedale di Noale: le fiaccole preparate erano circa 250, ma i partecipanti quasi il doppio. Il corteo, assolutamente pacifico, si è snodato per varie stradine del centro per poi terminare con un comizio davanti al Municipio di Piazza Castello. «Diciamo no alle scelte politiche lontane da interesse pubblico e salvaguardia di salute e ambiente» spiegano i manifestanti. Ma ieri si è alzata pure una voce contrastante, quella dei lavoratori di Cosmo. «Siamo molto preoccupati per la piega che sta prendendo la situazione, i nostri posti di lavoro sono messi a rischio. Siamo noi i primi a voler lavorare in un ambiente sano» spiegano. Hanno distribuito pure un volantino nel tentativo di sottolineare la non pericolosità dello stabilimento: «Il nostro impianto emette polveri tra i 3 e i 5 microgrammi a metro cubo – si legge -,mentre una stufa a pellet tra i 15 e i 75, una stufa a legna tra i 50 e i 1500». La questione è calda: la commissione Valutazione Impatto Ambientale ha già dato parere favorevole, ora la giunta regionale è chiamata a prendere posizione.

 

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