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Non solo San Basilio. Comitati e associazioni non ci stanno. E chiedono al Comune di non discutere singoli interventi senza avere un quadro complessivo di tutti i progetti che il Porto intende realizzare. Un puzzle che risulterà più chiaro già domani, quando sarà portato al voto del Comitato portuale il nuovo Pot (Piano operativo triennale) proposto dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. In questo documento, che disegna la strategia del territorio per i prossimi decenni, solo poche righe sono dedicate al tram di San Basilio. Fulcro del discorso due grandi progetti: il nuovo terminale off shore e il canale Contorta Sant’Angelo.

Off shore. L’off shore è la grande piattaforma che dovrà sorgere in Adriatico, 8 miglia al largo della costa veneziana. Un grande terminal per le petroliere e per le navi portacontainer. Grande opera che costerà almeno due miliardi e mezzo di euro. Unica osservazione presentata da Giovanni Anci, rappresentante della Provincia e capitano di lungo corso. «Inutile spendere miliardi per un’opera che sarà pronta tra dieci anni», scrive, «meglio trovare subito alternative per rendere il porto concorrenziale. Come un nuovo terminal a San Leonardo, al posto dei petroli in continuo calo».

Marittima. «Non c’è alcuna alternativa alla Marittima», scrive Costa nella relazione, «che consente l’accessibilità da terra al porto passeggeri». Unica alternativa possibile, secondo il Porto, lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo per far arrivare le navi in Marittima dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido passando davanti a San Marco». L’ipotesi di Marghera, più volte caldeggiata dal sindaco Giorgio Orsoni – che ha inviato al ministro Clini anche un progetto di massima per quella soluzione – viene definita da Costa «impraticabile». «Il nuovo canale profondo dieci metri», assicura Costa «non avrà effetti sull’idrodinamica lagunare». Secondo l’ingegnere idraulico Luigi D’Alpaos ne risentirà la morfologìa, con l’aumento dell’erosione e della distruzione delle barene.

Il Prg. Prioritaria è secondo il Comitato NoGrandi Navi l’approvazione del nuovo Piano Regolatore portuale. Che la legge prevede sia fatto «d’intesa» con il Comune e dovrà tener conto delle indicazioni del Pat, il Piano di Assetto del territorio appena approvato dal Comune che prevede soluzioni alternative per le navi incompatibili con la laguna.

La “valorizzazione”. Buona parte del piano triennale è dedicata alla valorizzazione dei beni e delle aree demaniali. Che sarà favorita dal collegamento tranviario. Il Porto intende recuperare l’ex sede dei lavoratori portuali (e della Capitaneria) in Rampa Tronchetto, ma anche altri fabbricati e il capannone del mercato Ittico all’Ingrosso al Tronchetto, uno dei quattro magazzini dell’ex Punto Franco, in parte adibiti a uso universitario. Sarà data in concessione anche la sede storica del Porto alle Zattere («La destinazione prevede residenza, uffici e medie strutture di vendita», ricorda il Piano).

Darsene. Previsto il raddoppio della Marina a uso turistico a Lio Grando. 17.600 metri quadrati di spazio acqueo in canale San Felice e un tratto di arenile di 5 ettari prospiciente. Il Piano prevede inoltre di scavare i canali che portano in laguna e di realizzare “aree di sosta” per le navi in transito nel canale Malamocco Marghera. Obiettivo, quello di far concorrenza a Rotterdam. Un pacchetto di progetti che vede ancora su fronti opposti Comune e Porto.

Alberto Vitucci

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