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Zanoni: “Le colate di cemento nelle poche aree rurali sopravvissute continuano nonostante le indicazioni dell’Europa”

La Regione Veneto continua con la cementificazione. Andrea Zanoni: «Zaia si adegui alle normative europee di salvaguardia del territorio e ascolti la Coldiretti»

L’eurodeputato Andrea Zanoni esprime solidarietà alla Coldiretti Veneto che ha denunciato la continua avanzata del cemento nelle campagne con il Piano territoriale Regionale di coordinamento e la mancanza di un piano energetico:

«Lo scorso agosto Zaia aveva sbandierato la sua volontà di mettere un freno al consumo del territorio. Le sue parole sono rimaste un manifesto propagandistico come al solito»

La Coldiretti del Veneto ha puntato il dito contro il Presidente Regionale Luca Zaia facendo un bilancio dell’anno appena trascorso. In particolare, l’associazione di categoria ha denunciato la cementificazione dilagante e la mancanza di un piano energetico. Questi due fattori sottraggono lo spazio disponibile alla coltivazione da un lato e non consentono uno sviluppo sostenibile dall’altro.

Coldiretti Veneto ha attaccato il Governatore Zaia su più fronti. L’Eurodeputato e membro della commissione ENVI, Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento Europeo, Andrea Zanoni esprime il proprio sostegno all’associazione:

«Come hanno ricordato i coltivatori diretti, il Veneto è l’unica regione italiana a non aver adottato un piano energetico per sviluppare le fonti alternative, come imposto dalle Direttive Europee salvaguardando il territorio. In agosto, Zaia aveva sbandierato ai quattro venti l’intenzione di mettere fine alla cementificazione selvaggia della nostra Regione, un proposito che non si è trasformato in fatti concreti».

In occasione delle dichiarazioni rilasciate quest’estate dal Presidente Zaia, Zanoni aveva subito chiesto l’approvazione urgente di una “legge salva ambiente” da parte della Regione.

«Più volte ho sottolineato che in Veneto, guardando ai 27 Stati membri della Comunità Europea, c’è una situazione di emergenza ambientale: quasi in tutti i comuni è stata creata una zona industriale, costituita ora da capannoni in buona parte vuoti ed inutilizzati. Le colate di cemento nelle poche aree rurali sopravvissute continuano nonostante le indicazioni dell’Europa».

Il 24 maggio 2012, il Parlamento Europeo ha approvato la relazione “Stop Cemento 2050” con cui ha previsto di azzerare la cementificazione dei terreni agricoli entro il 2050:

«Coldiretti ha messo in evidenza – conclude Zanoni – correttamente anche l’inadeguatezza del Piano territoriale regionale di coordinamento (PTRC), denunciando che nuove colate mangeranno i pochi terreni agricoli rimasti e la Regione con questo strumento programmatico incoraggia anche gli enti locali a procedere sulla strada del consumo ambientale».

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