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Si riunisce il Comitato portuale: i nodi scavo del canale, garage e offshore.

L’assessore Paruzzolo: «Non approveremo progetti in contrasto con la città»

«Andiamo a sentire. Diremo che siamo disponibili a discutere, ma non ad anteporre gli interessi del Porto a quelli della città. Se ci saranno proposte che non condividiamo esprimeremo le nostre osservazioni e se occorre il nostro voto contrario».

Antonio Paruzzolo, assessore alle Attività produttive, spiega così il mandato che ha ricevuto dal sindaco Giorgio Orsoni. Stamattina si riunisce il Comitato portuale. All’ordine del giorno il grande progetto del Pot (Piano operativo triennale) proposto dal presidente dell’Autorità Paolo Costa. Un piano atteso, perché al suo interno si affrontano in pratica tutti i nodi dei prossimi anni che interessano la portualità ma soprattutto l’assetto del territorio. Ieri Costa e il sindaco Giorgio Orsoni si sono parlati al telefono. Un segnale di disgelo dopo le aspre polemiche dei giorni scorsi. Che non significa la pace. «Abbiamo idee molto diverse, non è un mistero», dice Orsoni, «ma credo che alla fine troveremo un’intesa nell’interesse della città. Il Piano che sarà approvato è un piano unilaterale, il programma che il presidente spiega al suo Comitato. Non è detto che il Comune sia d’accordo». Si punta a riscrivere il Piano regolatore portuale, che risale a prima della seconda Guerra mondiale. E la legge prevede sia fatto «d’intesa» tra Porto e Comune. «Non è che in attesa del Piano si blocca tutto», spiega Paruzzolo, «ma certo bisogna arrivare a un’intesa strategica».

Altrimenti, nel frattempo, si naviga a vista, tra Accordi di programma e intese, quando va bene. Oppure con ordinanze firmate dal Porto. L’ultimo accordo di programma riguarda il tram, che arriverà a San Basilio. Il Consiglio comunale lo ha approvato, insieme a una permuta dei terreni. La banchina di San Basilio viene restituita alla città, un ideale prolungamento delle Zattere, dice l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. Saranno abbattuti i muri che separano l’ormai ex area portuale, futuro capolinea del tram, dalla città, liberate dalle auto le aree universitarie. In cambio, il Porto chiede di riutilizzare altre aree e costruire un nuovo garage. «Ma dovrà essere conforme ai Piani e comunque riservato in parte ai veneziani», ha deciso il Consiglio. Non ci sta Beppe Caccia, capogruppo della lista «In Comune». «Il presidente Costa eviti forzature nella riunione del Comitato», dice, «non si possono approvare progetti in contrasto con la strumentazione urbanistica della città e gli obiettivi che democraticamente la città si è data». Al primo punto, naturalmente, la questione grandi navi. Il Porto insiste sulla Marittima, disposto al massimo a scavare il nuovo canale Contorta per far entrare le navi da Malamocco e non più da San Marco. Il Comune ha un’idea diversa, e il Pat prevede l’allontanamento dalla laguna delle navi «non compatibili». Una battaglia appena all’inizio. Perché Orsoni punta invece su Marghera e su un ridimensionamento della stazza delle navi. E vuole che sia il nuovo governo a occuparsi della vicenda, comprese le alternative sollecitate da più parti e dall’opinione pubblica internazionale.

Alberto Vitucci

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