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Il ministro dell’Ambiente ha firmato i quattro protocolli attuativi: “Le aree liberate potranno essere riutilizzate senza vincoli”

VENEZIA – Con la firma di oggi del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sono pronti e in pista i quattro protocolli attuativi dell’Accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del sito di interesse nazionale di Porto Marghera, che danno seguito all’accordo firmato lo scorso 16 aprile sul tema.

«Oggi abbiamo sottoscritto i protocolli che definiscono le procedure che devono essere seguite per le bonifiche e il riuso di Porto Marghera» ha spiegato il ministro. «In 200 giorni abbiamo approvato 17 progetti per la bonifica ed il riuso che erano fermi da 10 anni».

Clini ha poi aggiunto che

«abbiamo cominciato a liberare aree del Sito di interesse nazionale di Porto Marghera, che perciò potranno essere completamente riutilizzate, senza più vincoli. Devo dire che non è poco. Sono convinto che, nel momento in cui, come sta avvenendo, aree di Marghera vengono restituite ad usi commerciali ed industriali, senza più i vincoli del Sito di interesse nazionale, per cui le imprese che avevano presentato i progetti riceveranno l’autorizzazione, si riavvierà un circuito economico positivo».

A ospitare, in occasione della firma, oltre al ministro, anche il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e la presidente della provincia, Francesca Zaccariotto, è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

«Quella di oggi rischia di diventare una giornata storica», ha introdotto, rivendicando come la sua giunta abbia fatto di Porto Marghera «un totem» e una «direttrice» della propria azione. Per Zaia l’area non andava «ridisegnata come un campo da golf o un parco giochi, ma continuando a puntare sulla manifattura».

Proprio per questo, ha concluso il presidente del Veneto, l’intenzione è

«quello di dare risposte a tutti gli imprenditori ed aver già sbloccato, da aprile a oggi, 17 pratiche è un bel risultato. Il successo della comunità veneta, del resto, non può prescindere dal successo di Porto Marghera, che va gradualmente riconvertita da manifattura a manifattura o da manifattura ad aziende innovative. È una partita che vale circa tre miliardi di euro e abbiamo già una lista di imprese pronte ad entrare».

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