Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Primo e positivo vertice a palazzo Balbi tra i l sindaco Orsoni, l’assessore Chisso e l’amministratore delegato Alberto Chiarini. Tra venti giorni nuovo incontro

MARGHERA. Primo incontro ieri a Palazzo Balbi tra il sindaco Giorgio Orsoni, l’assessore regionale Renato Chisso e Alberto Chiarini, amministratore delegato di Syndial, la società dell’Eni proprietaria di molte aree industriali di Porto Marghera, dismesse da anni e tutt’ora inutilizzate e in gran parte da risanare. Oltre al prezzo di cessione delle sue 19 aree, Eni non ha ancora chiarito se e in che termini entrerà nella “società di scopo” che Comune e Regione intendono costituire al più presto per trovare sul mercato europeo, con un apposito bando, imprenditori interessati ad acquisire per avviare nuove attività industriali e logistiche. Una risposta alle due questioni Eni la darà nel prossimo incontro, che si terrà tra una ventina di giorni e tutto fa supporre che ha intenzione di trovare un compromesso con Comune e Regione per “liberarsi” delle 19 aree (poco più di 100 ettari in tutto) che ormai non utilizza più e sono in buona parte da bonificare. Con i Protocolli siglati l’altro ieri dal ministro Corrado Clini, sempre a Palazzo Balbi, su queste aree vincolate all’uso industriale, basterà una più semplice messa in sicurezza, con un costo molto minore per chi le acquisterà, assumendosi l’onere di risanarle con la nuova e più rapida normativa. Tutto ciò dovrebbe comportare una riduzione dei costi di risanamento ambientale e, di conseguenza, lo stesso prezzo di vendita sul mercato di queste aree che fino ad oggi hanno avuto costi proibitivi per qualsiasi imprenditore che, invece, oggi può trovare aree analoghe in altre zone industriali e portuali del Centro e Sud Italia a prezzi molto più bassi.

Del resto la stessa Eni ha sempre detto che con queste aree non vuole fare cassa e si è anche detta pronta ad accettare che una stima dei prezzi di vendita venga fatta da periti “terzi”, scelti tra quelli che lavorano per il Tribunale. Sia il sindaco Orsoni che l’assessore Chisso al termine dell’incontro con Alberto Chiarini hanno riferito che la trattativa per la cessione delle aree industriali di Syndial «è iniziata in modo positivo».

«Sono state chiarite le questioni metodologiche di base circa la valutazione delle aree oggetto di cessione pari a 110 ettari complessivi» spiega una nota stampa congiunta del Comune di Venezia e della Regione Veneto «il prossimo appuntamento è stato fissato per la prima metà di febbraio». Il clima, insomma, è di un «moderato ottimismo» aggiunge la nota sottoscritta da Orsoni e Chisso «con una reciproca collaborazione che ha come unico obiettivo quello di chiudere la partita nel più breve tempo possibile».

Gianni Favarato

link articolo

 

Porto Marghera, il rilancio ora e’ a portata di mano

Visita alle aree dismesse che Eni sta per cedere con l’assessore regionale Chisso «Vogliamo venderle a prezzi concorrenziali con un bando internazionale»

PORTO MARGHERA. «La rinascita di Porto Marghera è finalmente a portata di mano», dice con una punta di soddisfazione l’assessore regionale alla Legge Speciale per Venezia, Renato Chisso, dall’alto della terrazza di Trasped-logistica spa che fronteggia il canale Ovest e la Penisola della Chimica che non c’è più. «Manca un ultimo sforzo», aggiunge Chisso, «per trovare con l’Eni un accordo sul prezzo delle aree che ha deciso di cedere ad una apposita società di scopo che si incaricherà di indire un bando internazionale per cercare investitori interessati».

Dopo di che non resterà che attendere le manifestazioni di interesse dei tanto attesi investitori che avranno a disposizione 110 ettari suddivisi in 19 aree industriali dismesse – tutte di proprietà di Syndial, cioè dell’Eni – da bonificare e riutilizzare per nuove attività che siano in grado di riassorbire, almeno in parte, le centinaia e centinaia di posti di lavoro persi negli ultimi dieci anni a Porto Marghera. Renato Chisso nell’ultimo anno ha accelerato e riordinato gli interventi per la rinascita di Porto Marghera, in pieno accordo con gli assessori comunali di Venezia, Gianfranco Bettin (Ambiente) e Antonio Paruzzolo (Attività Produttive) e il ministro “tecnico” dell’Ambiente, Corrado Clini che non si è canditato alle prossime elezioni e ha annunciato che tornerà a fare il direttore generale allo stesso ministero. Ieri mattina l’assessore Renato Chisso ha portato un gruppo di giornalisti e fotografi a Porto Marghera per mostrare, seppure dal versante più lontano del Vecchio Petrolchimico, le 19 aree industriali abbandonate dove si spera possano essere avviate nuove attività produttive. «Il nostro obbiettivo» ha ripetuto l’assessore regionale «è di chiudere al più presto il confronto iniziato con Eni per definire la cessione delle aree in questione, tutte da bonificare, ad un prezzo vicino allo zero in modo da essere appetibili per gli investitori nazionali e internazionali».

In sostanza, il prezzo delle aree dovrebbe scendere ben al di sotto del valore attuale medio di 50 euro a metro quadrato. «Se la trattativa con Eni andrà in porto come speriamo» ha precisato Chisso «saremo in grado di mettere in vendita le aree industriali a prezzi davvero concorrenziali, quasi gratis, ma con l’onere di realizzare gli interventi di messa in sicurezza che sono molto meno onerosi delle bonifiche vere e proprie, come prevedono i protocolli siglati pochi giorni fa dal ministro Clini qui a Venezia». E non basta, dalla trattativa – grazie ai milioni già stanziati da Eni per le bonifiche che verrebbero girati alla società di scopo che Comune e Regione stanno costituendo – potrebbe spuntare un fondo cassa per dare degli incentivi agli investitori che vogliono acquisire le aree e metterle in sicurezza.

L’appuntamento con Eni è tra una ventina di giorni e Chisso spera di poter chiudere la trattativa e dar vita alla nuova società per la vendita delle aree. «Dopo di che» conclude l’assessore regionale «individueremo, insieme al Comune e Provincia di Venezia, i criteri del bando di vendita che saranno quelli di compatibilità ambientale e di sostenibilità occupazionale e, possibilmente, individuare un manager di alto profilo capace di promuovere la rinascita di Porto Marghera in tutto il mondo».

link articolo

 

Cliccare qui per vedere le foto

 
sito di interesse nazionale

Pieno accordo sui nuovi limiti dell’area da bonificare

MARGHERA. Pieno accordo tra Comune di Venezia e Regione sulla proposta di una nuova perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale (Sin) di Porto Marghera che cancella dal perimetro del sito da bonificare aree urbane di Mestre (comprese tra via Torino e viale San Marco) della laguna e dei canali portuali. Il Sin sarà circoscritto alle sole aree industriali, con l’esclusione delle aree agricole, residenziali, verdi e commerciali. L’assessore alla Legge Speciale, Renato Chisso, ha consegnato la proposta della nuova perimetrazione al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che dovrà ora convocare un Conferenza di Servizi per valutarla e metterla in vigore con un apposito decreto.

«La precedente delimitazione del Sin da bonificare», ha ricordato Chisso «era stata definita nel 2000, in un contesto di conoscenze ambientali completamente diverso da quello oggi esistente. Così abbiamo elaborato la nuova delimitazione coinvolgendo Provincia e Comune, Magistrato alle Acque, Porto, Arpav e Autorità di Bacino. Con la nuova perimetrazione i procedimenti di indagine e di eventuale risanamento ambientale saranno ricondotti alla competenza della Regione, con la conseguente accelerazione dell’iter amministrativo che garantirà un più rapido riutilizzo delle aree in condizioni di sicurezza e faciliterà il rilancio delle aree per usi produttivi e lo scavo dei canali portuali».

L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, conferma: «Abbiamo lavorato insieme alla Regione e agli altri enti a questa proposta che ridefinisce meglio i confini tra centro abitato e area industriale, in modo da concentrare gli sforzi sulle aree in cui intervenire più urgentemente e, aspetto non secondario, di rafforzare le competenze degli enti locali e della Regione. Renderebbe, infine, possibile restituire ambiti importanti alle attività della pesca, oggi in gravissima crisi anche per questa carenza di spazi. Confidiamo, quindi, che il ministero accolga questa proposta che esprime la visione di Comune, Provincia e Regione, che su questi temi stanno da tempo lavorando insieme raggiungendo così importanti risultati per Marghera». (g.fav.)

link articolo

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui