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Nuova Venezia – Manca il giudice, caos al tribunale di Dolo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

feb

2013

Processo per il trasporto illegittimo di rifiuti: i legali di quattro imputati rifiutano il giudice onorario

DOLO. Caos al tribunale di Dolo: gli avvocati protestano e il presidente di sezione è costretto a dar loro ragione. Dopo il distacco del giudice Nicoletta Stefanutti al Tribunale di Rovigo e la richiesta di trasferimento in altro ufficio presentata dalla stessa, arriva il braccio di ferro tra giudice e avvocati. Tutto ha inizio quando il giudice monocratico del tribunale di Dolo Nicoletta Stefanutti, che doveva presiedere il processo a carico di Loris Candian (46 anni di Noventa Padovana), difeso dall’avvocato Stefano Marrone, e Nicola e Tiziano Lando (rispettivamente 61 e 35 anni di Campolongo Maggiore), difesi dagli avvocati Paolo Iadanza e Graziano Stocco, imputati dal pubblico ministero Giorgio Gava del reato di illegittimo trasporto di rifiuti, chiede, per impegni in altro tribunale, che l’udienza sia affidata al giudice onorario di tribunale (got), Fulvio Tancredi, ossia un avvocato che, su domanda, si presta a dare ausilio alla giustizia e che solitamente dovrebbe avere un ruolo secondario. Il presidente di sezione, Irene Casol, concede il nullaosta, ma gli avvocati, vista l’importanza del processo che vede oltre venti testimoni e tre consulenti, presentano un’istanza al presidente del tribunale di Venezia e allo stesso presidente di sezione affinché il caso sia affidato a un magistrato togato ossia un giudice ordinario che ha quindi partecipato al concorso di Stato. Gli avvocati hanno spiegato di non voler in alcun modo mettere in dubbio la preparazione del got Tancredi, ma hanno ritenuto che un processo tanto delicato debba essere seguito da un magistrato. L’istanza viene accolta ma il tribunale di Dolo sembra sempre più lasciato in balia di se stesso. Il got Tancredi ha rinviato il processo al 14 febbraio: sarà il giudice del tribunale di Chioggia Enrico Ciampaglia a celebrarlo.

Davide Massaro

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