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CAORLE – La marineria teme una riduzione delle zone di pesca oscillante tra i 3 e i 4mila ettari

Con la realizzazione del terminal off-shore di Venezia i pescatori veneti “perderanno” aree di pesca per una superficie compresa tra i 3 ed i 4 mila ettari. Il timore degli operatori del settore, già espresso nei giorni scorsi con una nota congiunta firmata da tutte le principali sigle del comparto veneto (Legapesca, Federcoopesca, Agci pesca, Coldiretti Impresa Pesca, i Cogevo di Venezia e Chioggia e le organizzazioni dei produttori) è che la nuova piattaforma d’altura, che sarà realizzata a circa 17 chilometri al largo del porto di Venezia, possa gravemente compromettere la risorsa ittica e di conseguenza l’attività di tutte la marinerie venete.
L’area prescelta per la posa dei terminal per petroliere e portacontainer e del fascio tubiero che collegherà la piattaforma d’altura con la terraferma (Porto Marghera) interessa infatti una importante zona di raccolta sia per i vongolari che per i pescherecci a strascico o che fanno uso di attrezzi fissi. Il danno, insomma, potrebbe essere incalcolabile. Dagli incontri con le autorità competenti è emerso peraltro che gli studi relativi all’impatto ambientale del terminal off-shore sulla risorsa ittica non sono per nulla aggiornati: i dati si riferiscono a vecchie rilevazioni dei Cogevo del 2004, mentre nulla è stato ancora verificato per quanto riguarda la pesca a strascico o la pesca con reti da posta. Le associazioni di categoria, pur preoccupate per gli effetti dell’opera, si sono dichiarate pronte a discutere con la Regione e gli altri enti competenti per cercare soluzioni concertate che tengano in dovuto conto le esigenze delle imprese di pesca, già messe in difficoltà dai restrittivi regolamenti europei, dai costi di gestione sempre più alti e dalla sempre minore pescosità dell’Adriatico.
«Dobbiamo comunque esprimere soddisfazione – spiega il presidente del Cogevo Venezia, Gianni Stival – per il sostegno politico che l’assessore regionale Franco Manzato ci ha manifestato nel corso degli incontri dei giorni scorsi».

 

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