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Gazzettino – Est Capital, si allunga la lista dei creditori

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

feb

2013

Ricordiamo che l’amministratore delegato di Veneto City Rinaldo Panzarini è stato consigliere in Est Capital per 2 anni e 11 mesi dall’agosto 2009 al giugno 2012

 

TRIBUNALE – Raffica di decreti ingiuntivi per fatture non pagate della società di gestione del risparmio

Si allunga la lista dei creditori di Est Capital, che faticano a recuperare i loro soldi. Ieri mattina in Tribunale è stata rinviata al 1. marzo richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo alla Società di gestione del Risparmio da parte della Sta, la Servizi tecnologici ambientali, che ha effettuato bonifiche all’ex ospedale al Mare per un importo di circa 200 mila euro. Ed è ricorsa al patrocinio dell’avvocato veneziano Giuliano Marchi per ottenere giustizia. La cifra non è mai stata contestata, risulta liquida ed esigibile ma non è però mai entrata in cassa nonostante i tentativi di pignoramento.
E la Sta non è l’unica ad avere crediti. Anche l’Arpav vanta una fattura non pagata per le analisi dei terreni effettuate sempre nello stesso nosocomio lidense intorno ai 70 mila euro. Il complesso non ancora ceduto definitivamente in proprietà con il rogito dalla cordata padovana ma sul quale la società aveva già commissionato i lavori preliminari in vista della ristrutturazione.
Ma ce ne sono altre. È di ieri la notizia che Est Capital si è opposta all’ennesimo decreto ingiuntivo del giudice. Questa volta la controparte è la Società di Ingegneria Favero & Milan di Mirano, che si occupa da oltre trent’anni di attività di progettazione e controllo di realizzazione di opere civili, commerciali, industriali ed infrastrutturali. Si tratta di una fattura di 260 mila euro per la ristrutturazione dell’albergo Lido 1, riconducibile all’Excelsior. Patrocinata dallo Studio Legale Pea di Mestre la Favero & Milan Ingegneria ha già ottenuto due decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi per 150 mila euro per la progettazione del restauro della Staff House in Lungomare Marconi. In entrambi i casi è stata negata la sospensiva dai giudici del Tribunale di Padova richiesta da Est Capital.
Infine ci sono altri 650 mila euro che mancano all’appello, sempre per progettazioni della Favero &Milan, per la progettazione dell’Hotel Des Bains, i cui lavori sono fermi da mesi.
«Avevamo tentato di conciliare le posizioni con una trattativa bonaria – raccontano dallo studio legale Pea – ma non è stato possibile per la pesante situazione debitoria di Est capital».

Raffaella Vittadello

 

IL CASO – Interrogazione di Locatelli (Pdl) che invita il sindaco a chiarire la situazione

«Più trasparenza sul fondo immobiliare»

(r.v.)

«Il Comune si attivi a tutela e garanzia del proprio patrimonio prima che la situazione sia definitivamente compromessa».

È l’appello del consigliere comunale Marta Locatelli a proposito del Fondo immobiliare città di Venezia gestito da Est Capital. Locatelli rileva che «sembrano sussistere, da parte del fondo Real Venice 1, ingenti esposizioni finanziarie verso le banche per un valore di oltre 120 milioni di euro a fronte di una raccolta azionaria di quasi 180 milioni; lo stesso fondo Real Venice 1 pare abbia debiti verso terzi per un valore di circa 300 milioni di euro per un valore complessivo di Asset immobiliari che valutati oggi non raggiungerebbero nemmeno 170 milioni».
Le valutazioni di un fondo immobiliare sono comunque legate all’andamento del mercato, che oggi non è lo stesso di un paio di anni fa, quando fu avviato il Fondo Immobiliare città di Venezia gestito da Est Capital: «in quel fondo il Comune fece confluire una serie di asset immobiliari per evitare il default – prosegue Locatelli – acquistandone il 99 per cento delle quote. Il Fondo ha acquistato i beni del Comune indebitandosi a seguito di un mutuo ipotecario per oltre 50 milioni». Il consigliere pdl sostiene che in oltre due anni il comitato di controllo (organo del Comune) del Fondo, non ha effettuato alcuna valorizzazione degli asset immobiliari attraverso il management di Est Capital, ad eccezione del Palazzo S. Cassiano, «sul quale esistono parecchi punti dell’operazione che devono essere chiariti».

«Il debito bancario sul fondo è in sostanza un debito del Comune di Venezia – prosegue il consigliere pdl – pertanto nel caso in cui lo stesso fosse opportunamente considerato dalla Corte dei Conti, potrebbe causare ripercussioni sul patto di Stabilità»

E aggiunge che la situazione è ancor più grave perchè Est Capital dovrebbe riversare i costi di gestione del Fondo, sul fondo stesso di proprietà del Comune, costi che potrebbero incidere annualmente dal mezzo milione al milione. Di qui la raccomandazione al sindaco affinché analizzi con attenzione se i soldi di Ca’ Farsetti vengono gestiti in modo oculato oppure se gli asset immobiliari sono parcheggiati in un binario morto; e perchè prenda le opportune decisioni e garanzie a tutela del patrimonio pubblico e per non trovarsi in situazioni irrimediabili e disastrose per la città di Venezia .

 

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