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Il sindaco soddisfatto che Save abbia acquistato i terreni a nord della Triestina

TESSERA.

«È un ipotesi sul tappeto da prima di Natale: sapere che Save ha la disponibilità di queste aree mi fa contento, perché è quello che avevo chiesto per sbloccare la situazione del quadrante di Tessera, situazione che ha creato Enac con l’ipotesi di nuovi vincoli in conflitto con lo sviluppo e le prescrizioni del quadrante».

Risponde così, il sindaco Giorgo Orsoni all’annuncio fatto mercoledì alla Nuova Venezia dal presidente di Save, Enrico Marchi, di aver siglato un’opzione d’acquisto per i terreni a nord delle Triestina, nei pressi dell’autostrada, terreni sui quali non pende la spada di Damocle dei possibili vincoli Enac legati ai progetti di espansione e della seconda pista, e di essere pronto ad accordarsi con il Comune. Per cosa? Per una permuta delle aree che permetterebbe al Comune di entrare in possesso delle aree non vincolanti per realizzare la cittadella dello sport, a partire dallo stadio (un investimento sul quale c’è la disponibilità del presidente del Venezia, il russo Korablin) e a Save di entrare in possesso dei terreni di proprietà del Comune (l’attuale area del quadrante) per lo sviluppo dell’aereo-stazione, come tracciato nel master plan, orizzonte 2030, del nuovo contratto di programma Enac- Save per la gestione dell’aeroporto.

«Avrei gradito apprendere questa notizia direttamente dal presidente» prosegue Orsoni «ma sono disponibile a confrontarmi con Enac perché è con Enac che devono essere valutate le ipotesi di sviluppo dell’area»

L’ipotesi di vincolo, collegato alla possibilità di realizzazione della seconda pista, rischia di paralizzare gli investimenti nell’area, congelando le ipotesi di sviluppo che il comune di Venezia persegue da tempo per ciò che riguarda lo stadio, con annessi negozi, alberghi, e la nuova sede del Casinò. Anche se il vincolo resta solo un ipotesi, ragionano a Ca’ Farsetti, quale imprenditore correrebbe il rischio di investire in un’area con “possibile” vincolo? Ecco quindi l’ipotesi della permuta.

«Un modo per combinare le esigenze del comune di sviluppo dell’area con l’ipotesi del vincolo».

Un vincolo ipotizzato ma che, precisa Orsoni, ancora non c’è. Eppure, si chiedono molti, un accordo che preveda la permuta dei terreni non apre le porte alla realizzazione della seconda pista voluta da Save?

«La decisione di sviluppare il polo aeroportuale non spetta a Save e non spetta al Comune» replica Orsoni «ma spetta allo Stato, e se lo Stato decidesse che è necessaria una seconda pista, valuteremo se il progetto di espansione sarà compatibile con le esigenze del territorio».

Un territorio per lo sviluppo del quale Orsoni vuole continuare ad avere la regia della programmazione urbanistica.

Francesco Furlan

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  1. 1 Comment

    • Federico says:

      Save acquista i terreni agricoli e con una riserva , e poi li permuta con il comune per poi venderli ai Russi al prezzo di edificabile, io lo chiamerei affare

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