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I comitati invitati solo come uditori all’iniziativa organizzata da Confindustria

«Un convegno a senso unico, una chiacchierata tra amici. Nemmeno una voce dissonante».

Il portavoce del comitato «No Grandi Navi-Laguna bene comune» Silvio Testa commenta così l’iniziativa degli Industriali al Vega sul futuro della croceristica».

«Nessuna polemica, il presidente Brugnaro è stato molto gentile», dice Testa, «ci ha spiegato però che erano stati invitati soltanto aziende e istituzioni, che dunque non c’era spazio per altri interventi. Gli abbiamo consegnato un testo scritto».

Nel merito, il comitato rilancia la proposta che ha ottenuto il sostegno di 12 mila veneziani. Cioè una svolta radicale sulle navi da crociera e la loro estromissione dalla laguna.

«Qualsiasi imprenditore dovrebbe valutare con attenzione il rapporto tra costi e benefici», si legge nel comunicato. E i costi delle grandi navi per la collettività, continuano i comitati, «sono di gran lunga superiori ai benefici».

La soluzione sarebbe quella di spostare il terminale fuori della laguna.

Eliminando così danni ambientali (fumi e onde elettromagnetiche dei radar), erosione della laguna, impatti anche visivi e rischi delle grandi navi che passano a pochi metri da piazza San Marco.

«Una proposta che però il Porto e la Vtp non vogliono nemmeno sentire», concludono i comitati.
«Eppure in questo modo si salverebbero le crociere, ma anche la città e la salute dei cittadini. E la Marittima potrebbe diventare un luogo di ricerca, congressi, residenza. E trasformando in attracco per navi di dimensioni medio-piccole: la marina più bella del Mediterraneo».

(a.v.)

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E il sindaco Orsoni diserta il convegno

«L’idea del canale? Mi pare datata, vedremo. Ma il tema deve essere una priorità per il Governo»

«Il nuovo canale per arrivare al Vittorio Emanuele e in Marittima? Mi pare una roba vecchia, di tanti anni fa. Vedremo. Il nuovo governo dovrà affrontare subito il problema delle grandi navi e ascoltare il Comune».

Il sindaco Giorgio Orsoni ieri mattina non si è fatto vedere al convegno organizzato a Marghera sul futuro del traffico crocieristico.

«Nessun intento polemico»,

assicurano i suoi collaboratori. In realtà da tempo sul fronte delle grandi navi le idee del sindaco-avvocato sono molto lontame da quelle del presidente del Porto ed ex sindaco Paolo Costa. Che spinge per realizzare il nuovo canale Contorta-Sant’Angelo e ha bocciato la proposta di Orsoni di spostare le navi a Marghera. Ieri a metà mattina il sindaco era in giunta. L’incertezza se spostarsi al Vega per partecipare al convegno è durata poco. Impegni istituzionali. Ma anche un fatto determinante: al convegno organizzato dagli Industriali veneziani non sarebbero venuti né il ministro per l’Ambiente Corrado Clini né il presidente della Regione Luca Zaia, né la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto. Abbastanza per rinunciare.

«Il mio pensiero l’ho detto chiaramente», dice Orsoni, «non mi interessa la polemica, vorrei si trovassero delle soluzioni».

Non si possono certamente eliminare le navi da crociera, settore economico di tutto rispetto. Ma, è il pensiero del sindaco, occorre accelerare sulle alternative. A oltre un anno dall’incidente della Costa Concordia naufragata al Giglio, l’ordinanza del governo sul divieto di transito delle grandi navi in zone sensibili non viene applicata soltanto in laguna. Si aspettano le alternative, che però sono ancora a livello di proposta. Ieri dagli industriali è arrivata l’ultima ipotesi. Che va ad aggiungersi a quelle del canale Contorta, di Marghera, e del terminal in mare a Punta Sabbioni.

Alberto Vitucci

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«Un nuovo canale per le Grandi navi»

Il quarto tragitto alternativo al bacino di San Marco. Entrata da Malamocco fino alla Marittima, aggirando le Trezze

La Costa Concordia, riversa come una balena ferita a morte, giace ancora in mare davanti all’isola del Giglio e a Venezia le grandi navi da crociera continuano a transitare a pochi metri da piazza San Marco, malgrado tutti dicano che bisogna trovare un tragitto alternativo. Le proposte non mancano, l’ultima della serie e per molti versi «innovativa» è quella lanciata ieri dal presidente di Confindustria veneziana, Luigi Brugnaro, nel corso di un convegno tenutosi al Parco Vega di Marghera.

Brugnaro ha premesso che Confindustria – come del resto dicono da tempo anche gli armatori, a cominciare da Costa Crociere – è «assolutamente d’accordo sul fatto che si trovi un tragitto alternativo per le navi da crociera» che preservi il fragile centro storico di Venezia dal passaggio dei giganti del mare . «Il progetto alternativo deve però essere individuato rapidamente» ha aggiunto Luigi Brugnaro «in un tavolo di confronto che ci permetta di individuare la soluzione migliore da attuare». Confindustria veneziana si spinge anche a proporre un suo percorso alternativo che prevede per le navi da crociera l’entrata in laguna dalla bocca di Malamocco (e non del Lido come succede ancora oggi), per proseguire da Fusina lungo un primo tratto del canale Malamocco-Marghera (di cui è previsto l’allargamento), per poi virare su un canale (tutto da scavare) a sud dell’isola delle Trezze Sud e raggiungere quindi la stazione Marittima percorrendo un buon tratto del canale Vittorio Emanuele. «La nostra proposta» ha precisato Brugnaro « non ha la pretesa di essere la migliore, ma di sicuro deve essere presa in considerazione e valutata alla stregua delle altre, in termini di costi e benefici economici, sociali e di immagine che sono di massima importanza per una realtà metropolitana unica al mondo come Venezia e il suo entroterra». Al convegno non hanno partecipato, per altri impegni, il sindaco Giorgio Orsoni e il governatore Luca Zaia. C’era, invece, l’assessore regionale alla Legge Speciale, Renato Chisso che è d’accordo sulla necessità di «continuare a utilizzare la Stazione Marittima di San Basilio che non deve certo diventare una sorta di Tronchetto 2 come vorrebbe qualcuno». L’ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante del Porto, ha ribadito che l’attuale tragitto delle grandi navi «ha un rischio di incidenti prossimo allo zero». Il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, ha fattole pulci anche alla proposta di Confindustria e ricordato che «il traffico crocieristico a Venezia vale 435 milioni di euro di cui 365 milioni (circa il 90% del totale) proveniente dalle navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate che in base al decreto firmato l’anno scorso dal ministro Passera, non potrebbero passare in bacino».

Gianni Favarato

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