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Grande evidenza sul quotidiano francese al “caso Venezia”

Commenti entusiastici di Costa sul progetto del nuovo scalo

Off shore promosso, grandi navi da crociera bocciate. «Le Monde» torna a occuparsi della laguna. E pubblica un lungo articolo firmato da Sophie Landrin in cui viene promosso il grande progetto del porto commerciale in mare. «Si protegge la laguna decuplicando il volume dei traffici», scrive il quotidiano parigino. Commenti entusiastici da parte di Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale. «Sono lieto che Le Monde abbia colto l’essenza di questo grande progetto, che consente di trasformare un vincolo ambientale in una opportunità di sviluppo». Ma nello stesso articolo, poco più avanti, arriva la critica alle navi da crociera, più volte lanciata dalla stampa internazionale.

«Le navi troppo grandi per la laguna continuano a passare davanti a San Marco»,

denuncia il quotidiano. Un aspetto un po’ trascurato dai comunicati ufficiali. Che rilancia però l’emergenza delle grandi navi. Bastimenti di dimensioni sempre più enormi, fino a 130 mila tonnellate di stazza, lunghi 300 metri e alti più del campanile di San Giorgio. I comitati hanno raccolto 12 mila firme e presentato istanze alla Capitaneria di Porto e denunce alla Procura.

«Danneggiano la laguna e producono fumi inquinanti e onde radar pericolose per la salute»,

dicono. Ma a più di un anno dal naufragio della Costa Concordia, il decreto del governo firmato dai ministri Clini e Passera che vieta alle navi di avvicinarsi alla costa e alle zone sensibili per la laguna è ancora inattuato. Si attendono le alternative, ma nessuno decide.

«Sarà la priorità del nuovo governo e del Comitatone»,

dice il sindaco Giorgio Orsoni. Sindaco negli ultimi tempi più volte in rotta di collisione con il Porto e il suo presidente Paolo Costa. Il Pat, Piano di assetto territoriale, prevede che le grandi navi siano allontanate dalla laguna. Il Comune ha proposto un progetto alternativo per far fermare le navi a Marghera e non più in Marittima. Ma l’Autorità portuale e la Vtp (Venezia terminal passeggeri) vanno avanti per la loro strada.

«Costa fa solo propaganda», dice Beppe Caccia, consigliere comunale della lista In Comune, «e non vuole confrontarsi con gli altri progetti. L’opinione pubblica mondiale ci chiede di risolvere questo problema».

L’alternativa che andrebbe bene al Porto è lo scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, che potrebbe far arrivare le navi in Marittima entrando dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido.

«Rimedio peggiore del male»,

secondo gli ambientalisti, che avvertono dei rischi di erosione che porterebbe la nuova via d’acqua in mezzo alla laguna. Ci sono anche altre ipotesi, come il porto a Punta Sabbioni, con strutture leggere e rimovibili, ideato da Cesare De Piccoli. Oppure le nuove banchine a Sant’Erasmo (progetto Falconi) o a Santa Maria del Mare. Nel frattempo tutto resta com’è. Nonostante gli allarmi lanciati da Italia Nostra e dai comitati internazionali. Orsoni stamani incontrerà Costa, pre presentare insieme a lui il rinato progetto del nuovo garage multipiano della Marittima. Struttura a servizio delle crociere ma anche dei veneziani con 900 posti auto assicurati. Investimento importante, che prelude però a un accordo sugli altri fronti aperti: il nuovo garage a San Basilio, il limite alle navi, la ristrutturazione di molti edifici in area portuale, l’apertura delle aree portuali dismesse alla città. Intanto le navi restano, e la stampa internazionale protesta.

Alberto Vitucci

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