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Il gruppo industriale Mossi & Ghisolfi scrive al sindaco e chiede venti ettari per costruire un impianto di biocarburanti

I tempi stringono e il gruppo industriale chimico piemontese, Mossi & Ghisolfi (M&G), ha inviato nei giorni scorsi una lettera al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, per confermare il suo progetto di investire 150 milioni di euro a Porto Marghera per realizzare, in un’area industriale di almeno 20 ettari, una nuova raffineria di biocarburanti di seconda generazione che potrebbe occupare a regime oltre un centinaio di lavoratori.

Già nell’autunno scorso il gruppo M&G aveva preso contatti con il Comune di Venezia e con l’Oleificio Medio Piave, l’azienda trevigiana che ha già acquisito da Syndial oltre 20 ettari di area dell’ex clorosoda di Eni e dovrebbe acquisire i quasi 10 ettari di aree confinanti di proprietà di Vinyls, l’ex Ineos, in amministrazione straordinaria da oltre tre anni. All’Oleificio Medio Piave – che ha in progetto la costruzione di una raffineria di mangimi e oli vegetali per biodisel – il gruppo piemontese aveva proposto, senza successo, di comprare la parte dell’area Syndial-Vinyls che l’azienda trevigiana non utilizzerà. Ma dopo il no dell’Oleificio, nessun’altra area in cui collocarsi è stata proposta al gruppo chimico M&G, che ha vari stabilimenti in tutto il mondo e un fatturato di poco inferiore a quello della Fiat.

L’Oleificio, però, non ha ancora firmato con i commissari il preliminare per acquisire i terreni di Vinyls che, al termine della demolizione degli impianti del cvm/pvc, rischiano di restare inutilizzati e senza bonifiche, malgrado la lunga amministrazione straordinaria.

Nella lettera, firmata da Guido Ghisolfi, vicepresidente del gruppo industriale piemontese e amministratore delegato della controllata Beta Renewables, si ricorda al sindaco di Venezia che Mossi & Ghisolfi ha urgenza di realizzare proprio a Porto Marghera una nuova e innovativa raffineria di biocarbuaranti con progetto sostenuto dall’Unione Europea. Un’occasione più unica che rara che garantirebbe a Porto Marghera la possibilità di sviluppare un settore d’eccellenza, innovativo e con grandi prospettive di sviluppo, come i biocarburanti di derivazione non alimentare. Ma per fare ciò M&G ha bisogna di un’area di 20 ettari per costruire la sua bioraffineria con un investimento complessivo di 150 milioni di euro.

L’area Syndial-Vinyls – per la sua vincinanza alle centrali termoelettriche e al depuratore di Fusina – sarebbe per Mossi &Ghisolfi «quella ottimale», ma resta disponibile a valutare proposte di altre aree disponibili a Porto Marghera, con la sola condizione che vengano garantite le autorizzazioni necessarie in tempi rapidi e da parte della Regione Veneto sia assicurato, come promesso, l’ approvvigionamento di materia prime di scarto (biomasse non destinate all’alimentazione umana) di provenienza locale. Non ci sono ultimatum al Comune, ma il vicepresidente di M&G fa capire nella sua lettera che non potrà aspettare in eterno. Il sostegno dell’Unione Europea al progetto potrebbe, infatti, cessare in mancanza di una sua realizzazione in tempi accettabili, come promesso dalle nuove normative sulle bonifiche. Ma il gruppo piemontese non ha alcuna intenzione di farselo scappare e ha già trovato due possibile alternative in altrettante aree industriali italiane per realizzare il progetto europeo Biolyfe che dovrà erogare due miscele: l’E10, che include il 10% di etanolo, e l’E85 che è una miscela ad alto contenuto di etanolo, pari all’85%, da utilizzare soltanto nei motori di veicoli “Flexy-Fuel” che stanno per essere introdotti nel mercato europeo. In Brasile (dove metà delle auto funzionano ad alcol), M&G già produce bioetanolo, ricavato dagli scarti della canna da zucchero. Il prossimo passo sarà l’Europa.

Gianni Favarato

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«Non ci faremo scappare questa occasione»

Orsoni convocherà i commissari di Vinyls e i vertici di Eni per trovare l’area per M&G

«Sì, la lettera l’abbiamo ricevuta e ci stiamo muovendo per non perdere questa occasione di rilancio industriale di Porto Marghera», conferma il sindaco Giorgio Orsoni. «Si tratta di un’importante apertura di interesse, nel segno dell’innovazione produttiva per realizzare una produzione di chimica verde del tutto sostenibile dal punto di vista ambientale e in grado di creare nuovi posti di lavoro».

Gli emissari del gruppo M&G già nell’autunno scorso avevano illustrato il loro progetto all’assessore alle Attività produttive, Antonio Paruzzolo. Ma da allora l’ipotizzato acquisto di una parte dell’area appena acquisita dall’Oleificio Medio Piave da Syndial (Eni) e di quella che dovrebbe comprare dai commissari della Vinyls in amministrazione straordinaria, non si è concretizzata per il rifiuto dei titolari dell’Oleificio di cedere ad M&G una parte dei terreni già acquisiti e da aquisire a prezzi accettabili.

All’orizzonte c’è anche la disponibilità dell’Eni di cedere 130 ettari industriali dismessi dalle società dell’Eni a Porto Marghera, ad una società mista di scopo che il Comune e la Regione stanno per creare. D’altro canto anche i 9 ettari di aree della Vinyls che presto saranno sgomberati dagli impianti in demolizione sono tutt’ora in cerca di un compratore visto che l’Oleficio Medio Piave non ha voluto firmare il preliminare d’acquisto con i commissari Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone.

«Faremo tutto il possibile per sostenere il progetto che Mossi & Ghisolfi vogliono realizzare a Porto Marghera», assicura Orsoni, «stiamo già predisponendo una lettera ufficiale per chiedere ai commissari straordinari di Vinyls e ai vertici di Syndial ed Eni di facilitare la realizzazione di questo progetto. Dopo di che convocheremo tutte le parti ad un unico tavolo per trovare una soluzione definitiva».

(g.fav.)

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