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Ieri la festa con i bambini per piantare 2400 arbusti, ognuno avrà un nome Il presidente del Consiglio dei ragazzi: «Servono nuovi boschi, c’è troppo smog»

SPINEA. «Vogliamo crescere in questa città, ma dateci le matite colorate per riempire i troppi spazi grigi». A chiederlo sono stati ieri mattina i bambini di Spinea, presenti con i genitori alla piantumazione che ha dato vita al bosco dei nuovi nati. Spinea è una delle prime città ad applicare la legge che obbliga i Comuni a piantare un nuovo albero per ogni nuovo cittadino iscritto all’anagrafe. Ieri il Comune più densamente popolato della provincia ha dato finalmente ai suoi ragazzi la matita verde. Il bosco, in realtà, ancora non si vede, ma ora Spinea ha 2.400 nuove pianticelle, che in buona parte diventeranno alberi nel giro di cinque o sei anni. È il simbolo della Spinea che cerca il riscatto dal cemento e dallo smog, come hanno ribadito gli stessi ragazzi protagonisti della cerimonia: «Vogliamo che questo sia solo l’inizio», ha detto il presidente del Consiglio comunale dei ragazzi, Elia Bettin, «servono nuovi boschi nel futuro di questa città, che è ancora molto inquinata. Chiediamo a chi può farlo di equilibrare il consumo di territorio con aree verdi, oggi ce ne sono alcune ancora desolatamente prive di vegetazione». I nuovi alberi porteranno ognuno il nome di un nuovo nato di Spinea: sono 220 quelli registrati all’anagrafe nel 2010, 250 quelli del 2011 e 258 quelli dello scorso anno. Presto il Comune intende organizzare una nuova giornata all’aperto con tutte le famiglie, per legare un nastrino col nome dei nuovi nati all’esile fusto di queste piante. Poi bambini e alberelli cresceranno insieme, legati per sempre. Presenti alla cerimonia anche tanti genitori, oltre all’assessore provinciale Claudio Tessari, la referente del Wwf Rosa Ticozzi e quello del comitato Difesa ambiente e territorio di Spinea Vincenzo Rino Franzin. «Spinea ha bisogno di essere più vivibile», ha ribadito il sindaco Silvano Checchin, «oggi lo facciamo un po’, grazie alla collaborazione di molti, in particolare delle scuole, del comitato Difesa Ambiente territorio e del Wwf, che ci hanno stimolato a proseguire su questa strada».

Filippo De Gaspari

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