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Gazzettino – Venezia, Salta l’accordo sull’ex ospedale

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

mar

2013

LIDO – Ca’ Farsetti ha deciso di non firmare la transazione in atto con il gruppo padovano

Svolta dopo la riunione della giunta. Il sindaco: «Ora attendiamo la risposta del giudice»

La decisione è stata presa durante una riunione di giunta. Ed è stato un provvedimento difficile, delicato e ricco di conseguenze: ad un passo da un possibile accordo, così come ventilato nelle scorse settimane e anche nelle ultime 48 ore, Ca’ Farsetti ha deciso di non firmare nessun accordo di transazione con Est Capital per risolvere in modo extragiudiziale il contenzioso in atto sulla riqualificazione del Lido con la trasformazione dell’ex Ospedale al Mare e l’intervento per il Palacinema.
Ma non si tratta di un fulmine a cielo, e anche se il sindaco Giorgio Orsoni smentisce di aver “ceduto” alle proteste del Coordinamento “Un altro Lido è possibile”, svoltesi anche l’altro ieri in maniera, anche burrascosa, in Municipio, l’idea di rigettare l’accordo si era fatta strada in questi giorni con pressioni anche da parte di alcuni esponenti della maggioranza (la lista In Comune, e parte del Pd), anche dopo il caso Baita. E così, anche partendo da questo, Orsoni ha fatto il “gesto”, avvisando anche il presidente Paolo Baratta della Biennale, rimettendo la palla al centro e dando, in pratica, l’ultima parola al giudice civile.
«Nonostante gli sforzi fatti – ha detto Orsoni – non siamo riusciti a raggiungere l’accordo. La soluzione scelta non offriva le garanzie che dovevamo avere come Comune per disporre in tempi rapidi un processo già stabilito nel biennio 2006/2007. Ci è risultato più opportuno soprassedere e attendere la parola del giudice. Nessun cedimento alla folla urlante, ma una riflessione serena».
Oltre alla decisione di non sottoscrivere l’accordo, Orsoni ha pesantemente contestato il periodo del “commissariamento” del Lido, e pur non citando mai Vincenzo Spaziante, ha rincarato la dose: «Le operazioni in questione – ha attaccato – sono frutto di gestioni commissariali, mai state sensibili alle esigenze del territorio. A lungo, Ca’ Farsetti è stata espropriata dalla gestione di questa operazione e ci riteniamo i primi ad essere danneggiati per quanto è accaduto. In questo senso ci riserveremo di fare le nostre valutazioni».

 

REAZIONI Vianello (Municipalità): «Il progetto non stava in piedi»

Gli ambientalisti esultano

Esultano i comitati e le associazioni del Lido che, per primi, avevano detto «no» a qualsiasi ipotesi di accordo tra Comune ed Est Capital sulla compravendita dell’ex ospedale al mare. «Siamo soddisfatti – scrive il Coordinamento “Un altro Lido è possibile” – La nostra mobilitazione e dei vari Comitati (tra cui quello del «Marinoni bene comune»), sostenuta da tanti abitanti, ha vinto su una scelta, quella dell’accordo, pericolosa, non trasparente, che svendeva il territorio, i suoi beni, la sua storia. Ora occorre continuare su questa strada, cancellando un passato fatto di assurdi commissariamenti, fallimenti e sprechi di soldi pubblici (vedi il buco in piazzale della Mostra del cinema oggi piazzale dei 40 milioni), con il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni e dei cittadini».
“Un altro Lido” ha poi riepilogato le sue proposte per il futuro sintetizzate in quattro punti: il monoblocco sanitario non si tocca mentre la Favorita deve essere messa a disposizione dei cittadini e delle associazioni. «Al Lido poi – prosegue la nota – non serve né un Palazzo né un Palazzetto del cinema ma occorre risistemare il piazzale con un adeguato arredo urbano, ristrutturare il Paladarsena, utilizzare l’ex Casinò con contenuti multidisciplinari ripristinando la scalinata, valorizzare i resti del forte austriaco e il verde residuale. Inoltre ci vuole un nuovo progetto condiviso per l’area dell’ex ospedale al Mare».
Anche il presidente della municipalità del Lido, Giorgio Vianello è soddisfatto. «Noi della Lega lo abbiamo sempre detto – dice il presidente – il progetto non stava in piedi fin dall’inizio, meglio azzerare tutto e ripartire». Preoccupati per il futuro gli albergatori. «Ci auguriamo che, presa questa decisione, il lungomare e quest’area dell’isola non rimangano bloccate per un decennio. Speriamo si trovi una soluzione c’è l’urgenza di intervenire sull’ex Casinò». Chiude la rassegna dei pareri l’avvocato Francesco Mario d’Elia di “Venezia Libera”. «Una decisione doverosa – rileva d’Elia – potremmo dire meglio tardi che mai».

Lorenzo Mayer

 

EST CAPITAL

«Il Comune cambia le carte in tavola. Danno grave, sarà scontro in tribunale»

Est Capital va all’attacco con una nota pesantissima contro Ca’ Farsetti. «A partire dal giugno del 2012 – sottolinea il gestore del fondo immobiliare Real Venice II – il Comune ha chiesto per ben quattro volte al giudice investito del provvedimento cautelare di cui dipende la restituzione dell’acconto di 31,6 milioni di euro depositato presso la Carive, un rinvio dell’udienza di discussione. Una decisione che, anche bonariamente, abbiamo sempre avallato. Va aggiunto, però, che ad ogni rinvio è altresì stata corrisposta, una nuova e differente proposta da parte del Comune, compresa l’ultima. Il Fondo ha sviluppato a proprie spese la struttura di una possibile transazione e ogni volta il Comune ha cambiato le carte in tavola per una ragione o un´altra all´ultimo momento».
Insomma un atto d’accusa bella e buona, ma Est Capital rincara la dose: «Il Fondo, – attacca ancora la nota – che ha già versato al Comune di Venezia in esecuzione del preliminare l´importo di 54,9 milioni di euro, di fronte alle inadempienze e alla incoerenza dell´Amministrazione comunale non può che insistere per la decisione relativa allo svincolo delle somme depositate presso il tesoriere del Comune e chiederà immediata pronuncia al Tribunale di Venezia affinché Ca’ Farsetti sia condannato alla restituzione degli ingenti acconti già versati e al risarcimento del gravissimo danno subito, in relazione agli investimenti già effettuati ed alle spese sostenute, previa risoluzione del contratto preliminare. In questo modo cercare di attirare investimenti nel nostro Paese non è difficile, è inutile».
Insomma, ancora una volta si preannuncia un muro contro muro tra Comune ed Est Capital sul futuro del Lido.

 

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