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DOLO. «Non vanno assunte delle posizioni preconcette sulle grandi opere. L’analisi sull’utilità delle grandi opere va fatta progetto per progetto. Certo il clima economico e sociale rispetto a cinque anni fa è completamente mutato a causa della crisi economica. La nostra assoluta priorità è quella di evitare qualsiasi consumo e spreco del suolo». A dirlo è Michele Mognato segretario del Pd di Venezia e da poco eletto parlamentare nelle fila del Pd. Mognato chiarisce la posizione del Pd dopo che l’assessore all’urbanistica del Comune di Mira Luciano Claut aveva argomentato una raffica di no alle grandi opere che insistono sul territorio della Riviera del Brenta e del Miranese. Mognato è chiaro. «Non è possibile parlare con pregiudizi ideologici», dice il neo deputato del Pd, «il tema delle grandi opere va affrontato con assoluto pragmatismo. Per questo ribadiamo un no assoluto ad una realizzazione come Veneto City. Un obbrobrio urbanistico a cui abbiamo detto no fin da subito». «Va lanciato un piano per sbloccare risorse per i Comuni», dice Mognato. «Si pensi alle scuole a cui servono i certificati di sicurezza e staticità e che hanno necessità di interventi immediati. Su questi temi il dialogo anche con forze come il Movimento 5 Stelle, si può sempre intavolare». Il Pd riflette poi su opere come il Polo Logistico e la Romea commerciale in cui parte del partito in Riviera si era mostrato fino a poco tempo fa possibilista e a cui ora lo stesso partito chiude decisamente la porta. Infine arriva la precisazione del sindaco di Pianiga Massimo Calzavara «Non ho fatto attacchi al Movimento 5 Stelle», dice Calzavara «Difendo il mio operato e quello del Comune che guido».

Alessandro Abbadir

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