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PAESE – In Veneto serve una discarica per l’amianto. È questo, in sintesi, il parere espresso dall’Arpav in merito al progetto Terra di Castagnole. Un documento tuttavia equivoco, quello dell’agenzia regionale, che nel contempo non nasconde che «autorizzare volumetrie molto maggiori potrebbe identificare il Veneto come polo attrattore di rifiuti». Ma il fabbisogno indicato dall’Arpav è addirittura superiore a quello richiesto dal gruppo Mosole. Secondo l’agenzia in Veneto ci sarebbe bisogno di un discarica per conferire 50 mila metri cubi di amianto all’anno. La richiesta per la Terra è di 460 mila in dieci anni. In soccorso di Paese potrebbe arrivare un altro sito gestito dalla Progeco nel Veronese, l’unico in Veneto autorizzato allo smaltimento di amianto, ma che dal 2007 non vede un solo grammo di eternit, per motivi che la stessa Arpav non è in grado di spiegare. Andrea Zanoni, europarlamentare Idv, ha un’interpretazione diversa del parere dell’agenzia.

«Non si è espressa in modo favorevole all’impianto. Lo sapevamo già che non c’era una discarica in Veneto per l’amianto, ma l’Arpav non afferma che vada fatta a Paese», spiega l’eurodeputato. «Il documento fa poi trapelare che il Veneto, pur in assenza di impianti di smaltimento definitivi, è un polo di stoccaggio e accorpamento di amianto proveniente anche da altre regioni per l’avvio agli impianti finali di smaltimento esteri, quasi esclusivamente verso la Germania. Nel 2009 oltre 28 mila tonnellate sono entrate in Veneto da altre regioni».

Infine un appello a Sant’Artemio:

«Mi auguro che la Provincia decida di fermare il progetto», conclude Zanoni, «Bisogna tener conto dei 7.500 cittadini che hanno firmato la petizione contro la discarica».

Il progetto prevede il conferimento in via Baldrocco, tra Porcellengo e Castagnole, di 460 mila metri cubi di amianto, trasportati da circa 45 mila camion che circoleranno per dieci anni sulle strade del territorio comunale. Un affare da tre 3,3 milioni per il gruppo Mosole, che inizierebbe a conferire l’amianto nel 2018.

Federico Cipolla

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