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La soluzione adottata dai concessionari del Passante scontenta tutti I sindaci temono ingorghi nei paesi, i comitati pronti alla mobilitazione

VETREGO. Accoglienza gelida da parte dei sindaci e primavera rovente sul fronte della protesta. Il termometro del dissenso segna il massimo e il minimo insieme: la proposta di Cav, Concessioni autostradali venete, viene bocciata su tutta la linea.

Non solo non piace, ma addirittura inquieta la soluzione di introdurre il criterio di pendolarità per agevolare i residenti rispetto all’aumento delle tariffe sulla tratta Padova-Venezia. A un lavoratore miranese che effettua il tragitto tutti i giorni, un passaggio al casello di Vetrego verrà a costare 1,5 euro, il doppio di adesso.

Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello si dice preoccupata: «Per i pendolari è comunque un aumento considerevole, non vorrei che parte del traffico autostradale si riversasse sulla viabilità ordinaria. Nel piano di Cav non ci sono garanzie su questo aspetto, ho già invitato la società a valutare un’ulteriore agevolazione».

Se Mirano protesta, Spinea insorge: il sindaco Silvano Checchin teme lo spostamento del tornello da Vetrego a Crea. «Chiediamo a Cav di valutare bene le decisioni prese», dice Checchin, «introdurre il criterio di pendolarità significa uniformare le tariffe ai caselli di Spinea e Vetrego, ma se per i non pendolari a Vetrego arriverà l’aumento, sceglieranno tutti di entrare a Spinea. Quando si ragiona sui caselli bisogna farlo secondo la logica dei trasporti e in ottica di sistema, non si può lasciare alla gente la scelta sulla base alla convenienza tariffaria».

Senza appello infine la bocciatura dei comitati. Se quelli di Vetrego si sono dati appuntamento ieri sera per decidere quali azioni intraprendere, ma sulla carta hanno già avvertito la questura che la prossima sarà una settimana di proteste,

anche Opzione Zero, che aveva già manifestato al casello di Vetrego chiedendo un pedaggio di un euro al massimo, torna sulle barricate: «Lo sconto di un euro rispetto all’aumento prospettato a 2,70 è ridicolo», spiegano i portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «Cav vuole applicare a giugno un pedaggio come se la barriera fosse a Roncoduro, senza però avere i benefici della riapertura del casello di Dolo, la liberalizzazione della tratta Dolo-Mestre e l’eliminazione dei caselli di Vetrego, Oriago e Villabona. La soluzione prospettata è l’ennesima presa in giro: comporterà un aumento del traffico sulla viabilità locale, fino a che la Regione non dichiarerà una nuova emergenza traffico per giustificare nuove strade». Opzione Zero annuncia insomma una primavera infuocata e conferma l’intenzione di organizzare iniziative per contrastare i rincari.

Filippo De Gasperi

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