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Nuova Venezia – L’inchiesta su Baita e le fatture false

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

mar

2013

Venerdì il tribunale del Riesame a Venezia

Settimana decisiva per l’inchiesta sulla Mantovani, la più importante impresa di costruzioni del Veneto nell’occhio del ciclone per un giro di fatture ritenute false emesse da una società domiciliata a San Marino. Il tribunale del riesame deciderà venerdì la sorte di tre degli indagati che si trovano ancora in carcere: Piergiorgio Baita, fino a pochi giorni fa legale rappresentante della società veneziana, William Colombelli, presidente della Bmc Broker e Nicolò Buson, responsabile amministrativo della Mantovani. La quarta persona arrestata, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, è da venerdì agli arresti domiciliari dopo una lunga deposizione, durata sei ore, davanti al magistrati che si stanno occupando della delicata inchiesta. Negli ultimi giorni il pubblico ministero Stefano Ancillotto, da poco affiancato dal collega Stefano Buccini, hanno intensificato il ritmo dei testimoni: ne sarebbero già stati ascoltati una decina, tutti a vario titolo informati della gestione contabile della Mantovani. Nei prossimi giorni alcune persone saranno ascoltate dopo la deposizione di Claudia Minutillo, che avrebbe spiegato alcuni dettagli non secondari rispetto alla gestione amministrativa e ai rapporti tra la Bmc e la Mantovani. Non solo: Claudia Minutillo avrebbe fornito ai magistrati alcuni elementi utili all’inchiesta, che ora Ancilotto e Buccini stanno cercando di verificare. Nei prossimi giorni, dunque, l’inchiesta potrebbe riservare ulteriori sorprese. Il Tribunale del Riesame deve pronunciarsi non solo sulla richiesta di scarcerazione per Baita, Colombelli e Buson ma anche sulla richiesta dei difensori di spostare l’indagine da Venezia a Padova. Il giro di fondi neri che sta emergendo dall’inchiesta si aggirerebbe, secondo le ultime stime, a ben venti milioni di euro.

 

Nuovo tunnel di Verona Grillo contro la Mantovani

Attacco alla Lega sulla concessione in project del traforo delle Torricelle

E in piazza il Movimento 5 Stelle trova l’appoggio del Partito democratico

VERONA – Il titolo è di quelli senza equivoci: «Lega e cemento». Il blog di Beppe Grillo entra a gamba tesa nella politica amministrativa veneta con un attacco diretto al tunnel delle Torricelle a Verona, un traforo di 2,5 chilometri necessario per il completamento della tangenziale nord della città scaligera. Il coinvolgimento della impresa Mantovani tra le aziende che dovrebbero realizzare, per circa un miliardo di euro, il project financing della tangenziale nord è lo spunto dal quale muovono i neo deputati veronesi del M5S Francesca Businarolo, Tancredi Turco e Mattia Fantinati, e del consigliere comunale Gianni Benciolini. La critica riguarda da un lato l’aspetto paesaggistico, perché il tunnel praticamente «buca» la Beverly Hills veronese per tagliare più a nord delle campagne finora quasi incontaminate; dall’altro la preoccupazione è per l’associazione temporanea di imprese coinvolte nella realizzazione dell’opera. Si tratta della Technital, della Girpa (fallita), Simmon fiduciaria spa, Finnat fiduciaria, Verona infrastrutture. Quest’ultima è composta dalla Mazzi costruzioni, Cordioli, Soveco, Gianantonio Parolini. Ma l’ingresso, quale socio finanziario al 69%, della impresa Mantovani ha fatto rizzare le orecchie ai grillini veronesi, soprattutto dopo l’arresto di Piergiorgio Baita per l’ipotesi di reato di frode fiscale. Il Movimento 5 stelle chiede di «interrompere l’iter per la realizzazione dell’opera e fare chiarezza. Riteniamo che questo progetto vada fermato, è uno scellerato consumo del territorio, non rivolve alcun problema di traffico, anzi lo aumenta, costa tropo ed espone le amministrazioni ad infiltrazioni e speculazioni» scrive Alessandro Gennari nel Blog di Beppe Grillo, che ieri ha deciso di accantonare la politica nazionale per dedicare la sua prima pagina al traforo veronese. Il sindaco Flavio Tosi, da sempre assertore del tunnel, ha firmato pochi giorni fa la concessione in project financing dell’opera, non senza prima aver chiesto un parere legale a uno studio romano per verificare l’insussistenza di cause ostative a causa della presenza della Mantovani. Intanto proprio la questione del traforo delle Torricelle riesce nell’impresa che non sta decollando a Roma: sabato pomeriggio si è svolta a Verona una manifestazione contro il traforo alla quale hanno partecipato il Movimento 5 stelle ed anche il Partito Democratico. Prove tecniche di governo?

Daniele Ferrazza

 

 

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