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Gazzettino – Baita, parla anche il ragioniere dei segreti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

mar

2013

INCHIESTA – Per gli inquirenti il consulente della Mantovani potrebbe sapere molte cose del sistema delle fatture false

Mirco Voltazza, che era fuggito all’estero, si è costituito. E’ stato interrogato per sei ore dal pm Ancillotto

Si è costituito ieri alla Guardia di Finanza Mirco Voltazza, il consulente della Mantovani spa per l’Expo 2015 ricercato perché deve scontare una condanna passata in giudicato per ricettazione e altri reati. Secondo gli inquirenti il ragioniere padovano potrebbe essere depositario di molti segreti utili alla prosecuzione dell’inchiesta sulle false fatturazioni milionarie per le quali sono finiti in carcere il presidente della Mantovani, Piergiorgio Baita, il direttore amministrativo Nicolò Buson, l’amministratrice di Adria Infrastrutture, Claudia Minutillo e il presidente della società di San Marino, Bmc Broker, William Alfonso Colombelli.
Ed è per questo motivo che il sostituto procuratore Stefano Ancilotto si è recato subito ad ascoltarlo: il suo interrogatorio è proseguito per circa sei ore, fino alle 22, negli uffici delle Fiamme Gialle di via Costa a Mestre.
L’ufficio e l’abitazione di Voltazza erano stati perquisiti una decina di giorni fa, contestualmente all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare alla ricerca di documentazione utile all’inchiesta. Analoga perquisizione era stata operata anche nei confronti di un suo amico, l’imprenditore Luigi Dal Borgo, residente in provincia di Belluno, amministratore di una società di Marghera, in via Fratelli Bandiera 45 (nella stessa sede in cui lavorava anche Voltazza), e di un’altra che ha sede a Quarto d’Altino.
Nei giorni successivi alla notizia delle perquisizioni, il ragioniere inviò un messaggio via posta elettronica alle redazioni di quotidiani e Tv nel quale spiegò di essere stato «consigliato vivamente di andare fuori onde evitare altre problematiche», aggiungendo di aver deciso, però, di far rientro in Italia, «disattendendo i “consigli” e questo anche a costo della mia personale incolumità (spero che non si arrabbieranno in molti) per fare luce su questa vicenda». In quel messaggio non precisava chi gli avrebbe consigliato di andarsene, né quali sarebbero le altre problematiche da evitare, ma è molto probabile che abbia raccontato tutto al pm Ancilotto, facendo nomi e cognomi, e elencando episodi e circostanze di cui è a conoscenza. Di sicuro ha ricostruito dettagliatamente il periodo della sua latitanza. Gli investigatori sospettano che abbia avuto un ruolo nei tentativi di inquinamento delle prove che sarebbero stati messi in atto lo scorso anno per cercare di fermare l’inchiesta della Finanza.

 

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