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Gazzettino – Mose, e’ allarme per le risonanze

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

mar

2013

Nuova istanza all’Unione europea – Il Comitato per il No e numerose associazioni ambientaliste si appellano a Bruxelles: Consorzio Venezia Nuova e Magistrato alle Acque spieghino

L’affondo è pesante. E va dritto dritto al cuore del Mose. Di mezzo c’è la “vexata quaestio” del fenomeno delle risonanze, ovvero il “pericolo” che le dighe mobili, in caso di maree eccezionali, al momento di entrare in azione, possano iniziare a oscillare permettendo, alla fin fine, alla marea di penetrare in laguna.

Una situazione più volte sottoposta all’attenzione dell’opinione pubblica e agli enti competenti (Consorzio Venezia Nuova, Magistrato alle Acque, Governo), ma che non è mai stata discussa chiaramente e che, soprattutto, ha creato un vespaio di polemiche nel corso degli anni. Ora, a far riesplodere il caso, arriva la denuncia presentata in questi giorni al Parlamento europeo, dal Comitato No Mose e da un gruppo di associazioni ambientaliste veneziane e che vede il sostegno del Gruppo Misto (Renzo Scarpa, Nicola Funari) in consiglio comunale, la lista “In Comune” (Beppe Caccia), il Movimento Cinque Stelle (Gianluigi Placella), e Prc-Fds (Sebastiano Bonzio).

Nella documentazione presentata all’Unione Europea si chiede di sospendere la procedura di archiviazione delle indagini sulle petizione inviate a Bruxelles ancora nel 2005 e nel 2006 sul Mose e inserite del dossier dell’Agenda 24 comunicata formalmente nel febbraio di quest’anno. In questa documentazione, il Comitato No Mose, con Luciano Mazzolin, accogliendo anche le motivazioni espresse da Armando Danella, uno dei massimi esperti impegnati nella salvaguardia lagunare, già dirigente comunale del settore Legge speciale del Comune, chiede che vengano ulteriormente tenute in considerazione le tesi dello studio Principia (una ricerca del 2009 sui progetti legati alle opere a mare) sulla tenuta delle paratoie.

«Niente e nessuno è in grado di assicurare che queste tengano – sottolinea Caccia in una nota – Se c’è il rischio di una “oscillazione”, potrebbe esserci anche un pericolo maggiore come il rovesciamento di una di esse. Così i contribuenti italiani potrebbero aver speso 5 miliardi e mezzo di euro per ottenere un risultato nullo, se non catastrofico. La denuncia dei Comitati dovrebbe essere presa in considerazione anche se, in tutti questi anni, va anche detto che non si è preso atto delle istanze del Comune di Venezia. Sarebbe importante, invece, che Ca’ Farsetti entrasse, e di diritto, nel Comitato tecnico di magistratura del Magistrato alle Acque».

Ribadisce il proprio impegno Renzo Scarpa (Misto):

«Questa iniziativa – conclude – deve tornare ad essere materia del consiglio comunale».

P.N.D.

 

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