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Il project financing dell’ospedale dell’Angelo? «Uno strumento letale», da correggere al più presto e soprattutto da non impiegare per altri progetti di edilizia sanitaria. A chiamare in causa la Regione Veneto, con una segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti per l’ipotesi di danno erariale, è un gruppo di lavoro del Movimento 5 Stelle che ha fornito al capogruppo in Consiglio comunale Gian Luigi Placella un ampio dossier di cifre.
Lo studio prende in esame il costo sostenuto dalla Regione per il project financing affidato alla Veneta sanitaria finanza di progetto (Vsfp), la società privata che ha realizzato il progetto in campo della gestione dell’ospedale per 24 anni. Il costo sostenuto per costruire il complesso, si legge nella sintesi dello studio, è di 236 milioni di euro, ottenuti con un mutuo di 120 milioni ottenuto dalle banche e il capitale sociale di 20,5 milioni. Ma il costo che i cittadini verranno a pagare alla fine dei 24 anni contrattuali appare ben superiore: 399 milioni di euro. Una cifra esorbitante che si ottiene sommando 124 milioni di imposte sul mutuo, sugli oneri di questo e sugli utili della Vsfp, il tutto soggetto a Iva. «Il mutuo poteva farlo la Regione – si legge in un volantino a firma 5 Stelle – ottenendo un tasso di interesse inferiore» se questo fosse stato contratto dall’Asl 12.
Gli autori dello studio, in una lettera inviata al governatore Luca Zaia, alla quinta commissione consiliare regionale e al segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan, ribadiscono che le condizioni del contratto potrebbero essere rinegoziate. Ma l’azienda sanitaria non avrebbe finora fornito i documenti necessari per studiare le contromosse. «Roma ladrona o Veneto mona?» è la domanda contenuta nel volantino che il Movimento 5 Stelle si prepara a distribuire. Un interrogativo che gli autori dello studio rivolgono ora alla Regione.
Alberto Francesconi

 

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