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Gazzettino – Tangenziale killer per cuore e polmoni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 1 Comment

3

apr

2013

SMOG – Chi tra il 2002 e il 2009 ha abitato a meno di 300 metri dalla tangenziale di Mestre si è più facilmente ammalato di cuore. E di bronchite cronica. Esattamente il 12 per cento per le malattie cardiovascolari, l’8 per cento in più per la bronchite cronica.

ALLERTA – Sono i dati choc dell’”Indagine epidemiologica sugli effetti per la salute dell’inquinamento dalla Tangenziale di Mestre” relativa agli anni 2002-2009, prima dell’inaugurazione del Passante. Ma l’allerta resta alta. L’assessore Bettin: «La città paga un prezzo pesante allo sviluppo del Nordest».

MESTRE Situazione migliorata col Passante. Bettin: «La città paga un prezzo pesante allo sviluppo del Nordest»

Indagine di Ulss e Università di Padova: più malattie a cuore e bronchi per chi vive nel raggio di 300 metri

L’ASSESSORE BETTIN «Mestre paga caro lo sviluppo del Nordest»  L’assessore Bettin non ha dubbi: «È la conferma che Mestre ha pagato caro lo sviluppo del Nordest con la tangenziale e Porto Marghera»

RISULTATI – Le percentuali di rischio crescono del 12 e dell’8% rispetto alla media

SMOG – I dati dell’indagine epidemiologica nel periodo pre-Passante

Tangenziale killer, ecco le prove

Più soggetto a patologie cardiache e bronchiti chi abita a meno di 300 metri dall’asse viario

I PROBLEMI «Tutto il tratto del centro è degradato urge intervenire»

Ecco la prova provata: chi tra il 2002 e il 2009 ha abitato a meno di 300 metri dalla tangenziale di Mestre si è più facilmente ammalato di cuore. E di bronchite cronica. Esattamente il 12 per cento in più se si tratta di malattie cardiovascolari, l’8 per cento in più se si tratta di bronchite cronica. Oltre gli 800 metri invece le probabilità di ammalarsi dei mestrini erano identiche a quelle di qualsiasi altra popolazione del Veneto.
Ecco i risultati della “Indagine epidemiologica sugli effetti per la salute umana dell’inquinamento dalla Tangenziale di Mestre” relativa agli anni 2002-2009. Una ricerca di altissimo livello che ha messo insieme Comune, Ulss 12, Arpav e Università di Padova. La ricerca infatti è firmata dal prof. Lorenzo Simonato che negli ultimi vent’anni ha realizzato i migliori studi in Italia sui tumori. A questo livello non siamo ancora arrivati e cioè a capire se e quanto le malattie indotte dall’inquinamento da traffico portino al cancro, ma intanto sappiamo per certo che l’inquinamento da traffico fa ammalare. Se il picco delle polveri sottili – il Pm10 e il Pm 2,5 – viene superato di 10 microgrammi, la possibilità di contrarre malattie cresce del 10 per cento. Per effettuare questa ricerca, che va dal 2002 al 2009, ma continuerà fino ai nostri giorni – sono stati messi insieme i dati contenuti negli archivi dell’anagrafe sanitaria dell’Ulss 12 – certificati di morte, schede di dimissione ospedaliera, prescrizioni farmaceutiche, esenzioni dal ticket – relativi a 148mila 673 persone e questi dati sono stati incrociati con i dati del censimento del 2001. I risultati sono da brividi, anche se confermano ciò che tutti sospettavamo e cioè che i 150-180mila mezzi a motore che ogni anno passavano sulla tangenziale – fino all’apertura del Passante, nel 2009 – fossero qualcosa di più di un fastidio. Adesso c’è la conferma – come ha detto l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che «la nostra città ha pagato il prezzo di due infrastrutture che hanno fatto grande il Nordest e l’intero Paese: Porto Marghera con le sue industrie chimiche e la tangenziale di Mestre.»
I ricercatori hanno diviso la popolazione in tre fasce. Chi abita entro i 300 metri di distanza dalla tangenziale, chi abita da 300 a 800 metri e infine chi abita più lontano di 800 metri dalla tangenziale di Mestre. Ebbene, per quanto riguarda la cardiopatia ischemica, chi abita nella prima fascia ha il 12 per cento di possibilità in più di ammalarsi – il 9 se ha condizioni socio-economiche elevate. Chi abita in seconda e terza fascia invece ha sostanzialmente le stesse probabilità di ammalarsi di cuore di qualsiasi altro cittadino veneziano e veneto. Per l’infarto, la percentuale in prima fascia è del 13 per cento, mentre per l’ictus sostanzialmente non ci sono differenze, le tre fasce si equivalgono. Per quanto riguarda la bronchite cronica – in sigla BPCO – la probabilità di ammalarsi è dell’8 per cento in più entro i 300 metri – il 5 per cento se le condizioni economiche sono elevate. Per quanto riguarda il diabete, nella prima fascia, più a ridosso della tangenziale, le probabilità di ammalarsi sono del 14 per cento – 9 per cento in condizioni economiche elevate.

 

DEL 30% L’INCIDENZA DELLO STATUS SOCIO-ECONOMICO

Chi studia di più si ammala di meno

Si ammala di più chi studia meno, di meno chi studia di più. Non ci credete? Ebbene, dovete sapere che per l’Organizzazione mondiale della sanità, l’incidenza delle condizioni socio-economiche sulle malattie è del 30 per cento. Ovvero, chi si è portato a casa una bella laurea, l’avrà pure utilizzata per incartare il pesce, ma quella laurea gli dà il 30 per cento di chance in più di restare sano. Perché saprà come alimentarsi, che non deve fumare, che deve fare esercizio fisico e via di questo passo. Al contrario, chi non ha studiato ha il 30 per cento di possibilità di ammalarsi in più. Nel caso dell’Indagine epidemiologica sulla tangenziale, la correzione in base alle condizioni socio-economche è stata del 3 per cento. Vuol dire che, statisticamente, chi ha studiato si ammala meno – incidenza del 3 per cento, per l’appunto. E non solo lui, anche i figli perché i ricercatori hanno notato che, a Mestre, contro una fuga dei bambini – in base al Censimento del 2001 – del 9 per cento dal 2002 al 2009, a ridosso della tangenziale la fuga è del 12 per cento. Significa che tante famiglie hanno capito e hanno portato via i bambini, cambiando casa. Dunque, anche se si tratta di uno squattrinato, è facile che il laureato abbia scelto di andare a vivere in un tugurio, ma lontano dalla tangenziale. Ecco perché, a leggere i dati dell’Indagine epidemiologica vien da dire: studiate e fate studiare i vostri figli. Non troveranno lavoro, ma almeno non si ammaleranno o si ammaleranno di meno.

COMITATO ANTINQUINAMENTO

Il Cocit avverte: «L’allerta rimane»

Il Cocit va all’attacco. Perché se questa “Indagine epidemiologica sugli effetti sulla salute nella popolazione residente in prossimità della Tangenziale di Mestre” è andata in porto, è merito del Cocit, ma ai cittadini che da anni si battono contro l’inquinamento della tangenziale, ovviamente non basta. E così, dopo aver dato atto che è merito dell’assessore Gianfranco Bettin aver dato l’impulso fondamentale a questa ricerca, e dopo aver ringraziato Università di Padova, Arpav e Ulss, ecco che arrivano le stoccate. «Il risultato di questo studio dà ragione a chi in questi 11 anni ne ha difeso la necessità – dice Diego Saccon del Cocit – Dà torto invece a chi ha realizzato la terza corsia, a chi voleva realizzare complanari e mini-complanari, a chi ha gestito l’emergenza trasportistica della tangenziale ma non quella ambientale». Ma Saccon avverte che l’emergenza non è finita. «Molto probabilmente il rischio sanitario evidenziato da questo studio non è stato risolto dall’apertura del passante: attualmente transitano ancora in tangenziale in media 100mila mezzi al giorno contro i 150-180 mila dell’era pre-Passante, che è stato inaugurato a febbraio 2009». Dunque, ci si ammalerà un po’ meno, ma quanto meno? Il Cocit chiede che venga mantenuto il monitoraggio anche perché «va posta attenzione agli effetti peggiorativi che potrebbero essere indotti dallo sviluppo di porto, aeroporto e Aev del Terraglio». Per questo il Cocit chiede «un uso locale della tangenziale e la realizzazione del corridoio ecologico, anche con un’eventuale spostamento di edifici».

  1. 1 Comment

    • Luca F. says:

      Sono anni che si discute di questa questione ambientale e nessuno muove un dito, già il sindaco Cacciari aveva fornito delle valide soluzioni e nessuno ha voluto mettere in atto qualche soluzione. Il problema che quando si toccano “interessi superiori economici” nessuno fa niente. Mi rimane il solo pallido ricordo della tangenziale dopo un mese dall’apertura del passante praticamente deserta. Basterebbe aumentare a dismisura per i veicoli e soprattutto i camion che non prendono il passante il pedaggio ed il gioco sarebbe fatto!!!! Ma quando non c’è la buona volontà……

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