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MAI VISTA tanta folla in Consiglio ad Asolo: il sindaco Lorena Baldisser e il vice Federico Dussin visibilmente perplessi sulla decisione da affrontare

IL CHIARIMENTO «Spiegheremo che il piano non autorizza a costruire»

IL PRESUPPOSTO «Nessuna retromarcia: illustreremo i contenuti»

Il Consiglio vota all’unanimità il rinvio dell’adozione: il sindaco Baldisser vuole prima incontrare i cittadini

IL CASO – Ieri sera la Giunta leghista ha trovato un accordo con le opposizioni: il nuovo strumento urbanistico per il momento non decolla

«Vi ascoltiamo»: il pat è congelato

Il nuovo piano urbanistico è saltato. Almeno per il momento. Dopo oltre un’ora di discussione tra sindaco e capigruppo di opposizione, mentre più di 200 cittadini attendevano accalcati fin sulle scale del municipio, l’atteso consiglio comunale di ieri sera ha votato all’unanimità il rinvio dell’adozione del Piano di assetto del territorio. L’accordo, raggiunto in extremis tra la Lega e le minoranze, prevede l’organizzazione di una serie di assemblee pubbliche per illustrare a tutti il nuovo documento urbanistico. Di contro, però, la giunta Baldisser non ha accolto la richiesta di rivederne i contenuti. In altre parole: i numeri delle nuove zone edificabili. A partire dagli ormai famosi 150 mila metri quadrati teoricamente ricopribili di capannoni alti sino a 10 metri su una area da 30 ettari a lato della zona industriale della Fashion Box. «Al massimo ci potranno essere delle limature», ha messo in chiaro il sindaco Baldisser.
Fatto sta che tutti gli oppositori del piano, dai “grillini” ai sindacati, sino anche alle associazioni di categoria dell’asolano, ora possono tirare un sospiro di sollievo. «Avevamo chiesto che non fosse un finto rinvio e che ci fosse garantita la possibilità di ridiscutere i contenuti del piano – hanno spiegato i rappresentanti dell’opposizione, con in testa Gino Gregoris, capogruppo di Progetto asolano – così non è stato, ma è già importante aver centrato l’obiettivo del rinvio e aver costretto la maggioranza, anche grazie al numeroso pubblico, a presentare tutto ai cittadini prima di provare ad approvare le cose con colpi di mano».
La giunta Baldisser, però, non vuole sentir parlare di marcia indietro. «Non lo è assolutamente – ha spiegato il primo cittadino – il piano era già stato condiviso a partire dal 2009, dato che noi abbiamo sposato il documento preliminare e mantenuto gli stessi tecnici, e per questo non avevamo messo in conto altre assemblee. Ma io ho due punti di riferimento, non di propaganda ma di democrazia: da una parte gli enti superiori, dalla Provincia alla Regione, che hanno già dato il loro benestare al Pat, e dall’altra i cittadini, cui spetta sempre l’ultima parola. Per questo abbiamo deciso di ripresentare tutto e di risentire tutti, a partire dalle associazioni di categoria». E si è cominciato già ieri sera.
Dopo la chiusura del consiglio comunale lampo, infatti, i tecnici che hanno confezionato il piano urbanistico hanno colto la palla al balzo per presentarlo ai cittadini rimasti. Questi ultimi erano molti meno dei 200 iniziali, ma a breve dovrebbe essere organizzata un’altra assemblea nel teatro della città. «Quel che è certo e che negli ultimi giorni è stata scatenata un’incredibile propaganda: sono stati dati numeri fantascientifici, qualcuno ha anche detto che volevamo costruire dentro la Rocca ed è stata fatta passare l’idea che lo facevamo solo perché il Comune aveva bisogno di soldi quando proprio non è così – conclude il sindaco Baldisser – ripartiamo da zero con la presentazione, ma dev’essere chiaro che gli obbrobri che ci sono ad Asolo sono stati fatti dalle precedenti amministrazioni, visto che noi non abbiamo posato un solo mattone. Adesso spiegheremo a tutti i cittadini che il Pat non equivale ad una autorizzazione a costruire, ma detta solo i limiti massimi entro i quali si potranno muovere le nuove amministrazioni, visto che il prossimo anno si va al voto, con l’approvazione dei piani degli interventi».
Il rischio è che alla fine della “tregua” si sia punto e a capo.

Mauro Favaro

Asolo Viva brinda: primo successo

«Ora diremo a tutti cosa rischiano». I vecchi amministratori: «Distruggono l’eredità dei nostri figli»

«Il paesaggio è il nostro petrolio, così viene distrutto». Piero Gazzola storico ex consigliere comunale, ieri sera era tra i più di duecento asolani che hanno affollato la sala consiliare ma anche scale ed entrata di Palazzo Beltramini. «Si ripete sempre la solita politica del metrocubo non sapendo che così si distrugge l’eredità dei nostri figli per il beneficio immediato dei soliti noti». Il sindaco Baldisser ha appena votato il rinvio del consiglio comunale e fuori del palazzo si riversa buona parte della popolazione, altri asolani rimangono in aula per sentire la relazione dei progettisti come chiesto dalla giunta. «Significa che non tutti i cittadini sono contro», sbotta il vicesindaco Federico Dussin. Ma fuori c’è molta gente e “Asolo Viva”, il gruppo spontaneo sorto per contrastare l’adozione del Pat, offre vin brulè. «Questo rinvio è il nostro primo successo -spiega raggiante Andrea Regosa del comitato- ora avremo il tempo per organizzare delle serate e spiegare a tutti cos’è il Pat, come era partito nel 2009 e come è stato confezionato ora». Delle contro assemblee rispetto la giunta? «Noi non abbiamo colori, vogliamo solo che la gente capisca di cosa stiamo parlando». Tra la folla anche Gerardo Pessetto, ex amministratore: «Era stato iniziato un percorso del Pat condiviso ma ora è stato stravolto completamente. Prevedeva il completamento dei centri storici, ora ci troviamo aree industriali». E Claudio Simonetti dell’osteria Municipio non le manda a dire: «L’ampliamento della Repley ci può anche stare ma trovo che sia enorme, l’amministrazione ci ha ingannati». Fuori dal Municipio campeggiano dei manifesti: “Giù le mani dalla nostra Asolo”, “Asolo è il nostro futuro”, “Diteci la verità”. In sala consiliare poi è comparso per la prima volta anche il manifesto del Movimento 5 Stelle, in aula anche diversi ammnistratori dei comuni limitrofi (il sindaco di Cavaso Giusepe Scriminic, il vicesindaco di Fonte Ceccato, consiglieri comunali di Cavaso, Fonte, Riese) . Qualcuno avanti con gli anni ha anche azzardato che negli ultimi trent’anni non si è mai verificato in tutta la pedemontana un consiglio comunale con tanta partecipazione: una serata storica.

  1. 1 Comment

    • Pietro says:

      Solo dopo il Consiglio Comunale si è appreso dalla stampa che, non uno solo, ma ben due illustri progettisti avevano disconosciuto il proprio apporto nella stesura degli elaborati del PAT. C’è da chiedersi cosa intendesse propinare al Consiglio Comunale questa maggioranza…

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