Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Domenica sera Report se ne occuperà all’interno della rubrica “C’è chi dice no”

Sarà ripercorsa la storia dell’area industriale la cui ombra s’allunga sul voto 

VEDELAGO – Il caso Barcon fa ancora notizia. Domenica sera il progetto per la mega area industriale nella campagne della frazione vedelaghese sarà protagonista di un servizio trasmesso all’interno della trasmissione Report condotta da Milena Gabanelli su Rai 3. La rubrica si chiama «C’è chi dice no» (dal titolo di un pezzo di Vasco Rossi) ed è curata dal giornalista Giuliano Marucci. Sarà ripercorsa la storia delle vicenda iniziata nel lontano 2009 con un progetto lanciato da alcune aziende private per la realizzazione di un mega polo agro industriale nelle campagne vicino via Terza Armata. Dal punto di vista burocratico il piano era un Accordo di Programma per una presunta «riqualificazione» dell’area interessata. I privati coinvolti erano la ditta Rotocart spa di Piombino Dese, azienda che opera nel settore della carta, interessata a realizzare una cartiera in quella zona. Produzione di carta igienica, fazzoletti di carta, rotoloni. L’altra ditta era la Colomberotto, azienda che opera nel settore dell’allevamento, interessata a realizzare un maxi allevamento con centro di macellazione della carne. Nel piano iniziale, poi rivisto, si prevedeva anche un farmer market. L’area interessata dal pianto era enorme. 90 ettari di terreno, ovvero 180 campi trevigiani consumati per fare questo polo industriale. Una colata di cemento spaventosa con un cantiere che sarebbe durata anni e un escavazione stimata in 2 milioni di metri cubi di ghiaia. Inizialmente il progetto includeva alcune opere complementari, in particolare alcune bretelle stradali realizzate dai privati. Ma poi l’Accordo di programma venne rivisto e i benefici in termini di opere pubbliche vennero ridotti drasticamente. Nel frattempo nacque un comitato di cittadini, il Comitato Spontaneo Barcon Viva, che si è battuto per bloccare il progetto. Una raccolta di oltre 6 mila firme consegnate al Presidente della Provincia Leonardo Muraro e al Governatore Luca Zaia. Eventi di sensibilizzazione e spettacoli per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. La giunta sul progetto si spaccò, Quaggiotto perse diversi assessori. Alla fine l’accordo di programma dovette arrivare in consiglio comunale nel novembre 2012. E venne bocciato. Votarono contro 3 assessori (Renzo Franco, Cristina Andretta e Marco Perin) votò contro il consigliere Daniele Volpato, il consigliere Valter Santin, i gruppi consiliari Bordignon Sindaco e Primavera Civica. Quaggiotto fu sconfitto e l’indomani partì la mozione di sfiducia che lo portò alle dimissioni. (d.q.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui