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Le osservazioni dell’amministrazione al mega terminal andranno al Ministero

L’impatto dell’opera preoccupa Venezia, ora la discussione a Roma

Le osservazioni del Comune di Venezia alla valutazione di impatto ambientale del Porto Off shore possono ora prendere la via di Roma, del Ministero dell’Ambiente, dove sono già circa una ottantina le osservazioni al mega progetto, il cui impatto allarma Venezia. Sotto i riflettori la nuova «grande opera» voluta dal Porto e dalla Regione, progettata dal Magistrato alle Acque. Si tratta di costruire con i fondi della Legge Speciale una grande diga foranea di 4 chilometri in mare, a 12 miglia dalla costa, e dentro banchine e approdi per megapetroliere e navi portacontainer. Obiettivo, raggiungere la quota di un milione di contenitori. Il Comune non boccia apertamente il nuovo terminal d’altura ma pone una serie di vincoli e paletti preliminari, che adesso dovranno essere discussi nell’ambito della procedura di Via (Valutazione di Impatto ambientale) presso il Ministero dell’Ambiente. Il terminal ha un costo di circa 2 miliardi e mezzo, in parte a carico dello Stato. Il progetto interessa la laguna e l’area di Porto Marghera «con un sistema continuo di imbarcazioni collegate alla terraferma, all’altezza dell’ex Montefibre, e da lì porterà alla distribuzione di merci e container via gomma e rotaia», ha spiegato l’assessore all’ambiente che ha illustrato un emendamento della giunta Orsoni che riprende molte delle preoccupazioni espresse nelle riunioni di commissione che hanno valutato l’impatto del progetto definito «imponente». Le preoccupazioni e i timori dei tecnici si legano a quelli espressi da molti consiglieri circa la tutela dell’ecosistema lagunare, l’attività della pesca e dell’allevamento di molluschi e che si esplicita sia nelle fasi di cantiere che in quelle di attuazione del progetto e riguarda anche le attività turistiche.

«La delibera va così ad affrontare le osservazioni alla valutazione di impatto ambientale da un punto di vista tecnico ma anche politico», sottolinea Bettin nel suo intervento in consiglio comunale. Con maggiore forza, rispetto a prima, per esempio, viene esplicitato, dice l’assessore, l’impatto delle «isole di 120 metri per 70, la cui demolizione è prevista mediante svuotamento».

Tra gli interventi dei consiglieri da segnalare quello di Renzo Scarpa a nome del gruppo misto che ha definito il progetto del Porto Offshore «una nefandezza ambientale» e ha invitato l’Autorità portuale e il Magistrato alle Acque di recedere dal progetto e al consiglio comunale di impedirne la realizzazione. Ma del parere favorevole o contrario al progetto si discuterà più avanti; per ora ci si limita alle preoccupazioni, espresse da più parti, sull’impatto ambientale del progetto.

Mitia Chiarin

 

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