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Marcon. I Cobas: «Se i lavoratori non firmano saltano i contratti di solidarietà»

Il sindacato contesta l’accordo sui festivi, martedì dipendenti in assemblea

MARCON – “No ai ricatti aziendali sulle domeniche lavorative”. A prendere posizione è l’Adl Cobas dei lavoratori, che si schiera dalla parte dei dipendenti e soprattutto delle lavoratrici dell’ipermercato, che si trova all’interno del gigante dello shopping, il centro commerciale Valecenter di Marcon.

«All’ipermercato», spiegano in una nota ufficiale, «dopo numerosi periodi di cassa integrazione che termineranno alla fine di maggio, è in corso una trattativa per far ricorso ai contratti di solidarietà. È una fase molto delicata in cui servono nuove strategie per il rilancio dell’azienda e per impedire licenziamenti. Proprio in questo frangente l’azienda (con la complicità dei delegati sindacali) ha voluto forzare la mano pretendendo dai lavoratori la disponibilità a lavorare 24 domeniche annue e due festività a fronte del mantenimento della parte economica del contratto integrativo aziendale (circa 50 euro lordi al mese)».

E ancora:

«Il 17 aprile i rappresentanti sindacali in assemblea hanno chiesto un mandato ai lavoratori quando avevano già firmato un protocollo di intenti qualche giorno prima e poi hanno lasciato i dipendenti in balia delle pressioni e dei ricatti aziendali per firmare immediatamente e senza condizioni una lettera in cui sembra addirittura che siano i lavoratori a dare la disponibilità spontaneamente».

Precisa il Cobas:

«Si tratta di una modalità illegittima, in cui l’azienda ha perfino fatto capire che se non firmano tutti saltano i contratti di solidarietà e si andrà direttamente ai licenziamenti, cercando di scatenare la paura e di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro: la firma dei lavoratori può essere fatta solo a fronte di eventuale accordo con le rappresentanze sindacali, e non convocati da soli in direzione, molti si stanno rifiutando di firmare o stanno revocando la firma».

Sottolineano:

«Le aperture domenicali sono al centro di una fortissima discussione in tutti i luoghi di lavoro perché implicano la messa a disposizione delle aziende del proprio tempo di vita, del tempo che deve essere dedicato alle relazioni famigliari, sociali, di assistenza e di svago, abbiamo già dato moltissima disponibilità all’azienda per quanto riguarda gli orari».

Poi l’appello:

«Vogliamo che la trattativa venga riaperta e si trovino soluzioni più giuste. Martedì, nel frattempo, è in programma un nuovo incontro tra azienda e sindacati per ratificare l’accordo e abbiamo chiesto che possa essere presente un portavoce dei lavoratori contrari alla disponibilità totale».

Marta Artico

 

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