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Borghello striglia Bergamo.

E il Pd prende le distanze dall’intemerata sortita dell’assessore Ugo Bergamo e la vicenda del “ticket” sul Ponte della Libertà giudicando positivo che l’assessore abbia voluto condividere fin dalle prime battute, in commissione, le valutazioni del Pum, il Piano della Mobilità, ma allo stesso tempo giudica non “proprio fruttuoso” il modo come Bergamo ha annunciato una decisione, che seppur prevista negli orientamenti, gli è un po’ scappata di mano. «Abbiamo giudicato con favore la decisione di Bergamo a misurarsi con la commissione – sottolinea il capogruppo Pd, Claudio Borghello – ma anche se in futuro vi è questa è previsione, prima di giungere a questo, riteniamo indispensabili che si portino a soluzione problemi ben più immediati come i parcheggi scambiatori in gronda lagunare; che si chiariscano i criteri della Ztl senza preveder fughe in avanti con l’allargamento dell’area e sopratutto che si finiscano i lavori del tram. Solo allora si potrà cominciare a ragionare sul futuro assetto della mobilità». Borghello sottolinea anche la questione dell’Ecopass inserito nel Pum. «Anche questo è previsto, ma si tratta di un’ipotesi pur sempre al vaglio. Intanto accontiamoci della zona per i bus ai Pili».
Dal canto suo, l’assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, torna nuovamente sul Piano, che pare sia stato oggetto di innumerevoli fraintendimenti.
«Non ho fatto nessun dietro front sul cosiddetto ticket per il ponte della Libertà – spiega Bergamo – dal momento che fin dalla presentazione delle linee guida del Pum in IV commissione consiliare martedì mai ho parlato di ticket, bensì piuttosto di ricerca di modalità per allentare il traffico ancora da individuare. La proposta del ticket non è mai stata da me avanzata né è contenuta in atti riferibili al mio assessorato. Né tantomeno il sindaco mi ha tirato le orecchie, ma ha solo sollecitato un chiarimento».
Per Bergamo, il malinteso sarebbe nato dal fatto che una slide proiettata in commissione conteneva un riferimento al precedente Pum (quello del 2010), che prevedeva l’ipotesi ticket.
«Lo avevo chiaramente precisato – conclude – sia io che il tecnico illustratore, invitando anche i consiglieri a far riferimento al testo del Pum 2013 che avrebbero ricevuto a breve, pensavo la questione fosse chiusa».

 

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