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SAN NICOLO’ DEI MENDICOLI – Petizione degli abitanti contro l’inquinamento acustico agli ormeggi

L’assessore Bettin: «Non abbiamo alcun potere»

Una convivenza impossibile, quella con le navi agli ormeggi a pochi metri dalle case, tra fumi e rumori notturni, con un quadro normativo che non tutela i residenti. Tornano a protestare gli abitanti di San Nicolò dei Mendicoli, stavolta con una petizione sottoscritta da una quarantina di residenti. E mentre il Comune chiede a Roma di riempire quel vuoto normativo, la Capitaneria scrive alle agenzie marittime, sollecitando la sottoscrizione di un altro accordo tra compagnie, tipo Blue flag, che metta un limite anche all’inquinamento acustico.
Problema annoso e particolare, quello di questi residenti che vivono a ridosso delle banchine di San Basilio, nella questione più generale dell’impatto delle navi da crociera in laguna. Già un paio d’anni fa un abitante esasperato, Claudio Tiengo, aveva chiesto l’intervento dell’Arpav, che aveva certificato il superamento dei limiti notturni. Amara, però, era stata poi la scoperta che, per mancanza dei decreti attuativi della legge quadro sui porti, nessuno poteva intervenire. Alla fine il Porto aveva assicurato che quelle banchine, così vicine alle case, sarebbe state usate solo per navi meno rumorose. Ma quest’anno, alla riapertura della stagione, si sono ripresentati i soliti problemi.
Ed ecco la petizione dei residenti, già inviata all’assessore all’ambiente, Gianfranco Bettin, alla Capitaneria di Porto, all’Autorità portuale e all’Arpav. I toni degli abitanti sono preoccupati. Raccontano delle notti insonni, per il rumore dei generatori, in caso di vecchie navi, ma anche per musica e schiamazzi, in caso di yacht festaioli. Ricordano anche la «fantomatica carta dei rumori» proposta, due anni fa, da Bettin: «non è stato fatto nulla». E poi c’è la paura per l’inquinamento da fumi. «Possibile che il tornaconto di Porto e Comune sia più importante della salute dei cittadini» si chiedono.
Bettin ribatte di non avere poteri a causa di quel vuoto legislativo:

«Un’assurdità, tanto più a Venezia dove le case così vicine alle banchine. Ma più che chiedere a Governo e Parlamento di muoversi, non posso fare. Intanto cerchiamo di arrivare a una Blue flag anche per i rumori».

Per questo, dopo aver ricevuto la lettera degli abitanti, la Capitaneria ha già scritto alle agenzie marittime per annunciare controlli e suggerire un nuovo accordo di autoregolamentazione:

«Le compagnie si impegnino a dare precise istruzioni ai comandanti e agli equipaggi, tese al rigoroso rispetto dei limiti di immissione dei rumori che non devono superare quelli vigenti».

Roberta Brunetti

 

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