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Gazzettino – Rifiuti illegali, un affare senza crisi.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

21

giu

2013

AMBIENTE – In municipio la presentazione del rapporto Ecomafia 2013

Fenomeno in crescita, 57 infrazioni e 26 sequestri in provincia

Il Veneto è al primo posto in Italia per fatturato nel mercato illegale dei rifiuti speciali con 149 milioni di euro. E Venezia è la provincia in cui il fenomeno è cresciuto (+1,1% rispetto alla media nazionale) più delle altre sei province del Veneto con 57 infrazioni accertate, 69 denunciate e 26 sequestri effettuati. I dati, frutto di uno studio delli’istituto di ricerca Transcrime sugli investimenti delle mafie, sono emersi nel corso della presentazione del rapporto Ecomafia 2013, a cura di Legambiente. Tema dell’appuntamento, il rapporto tra la corruzione e la cosiddetta “area grigia”.

«Qui al Nord il compito principale dell’azione di contrasto dovrebbe riguardare le collusioni tra politica, economia e mondo criminale – ha dichiarato il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro – Ci troviamo di fronte a un’economia che si regge sull’intreccio tra imprenditori senza scrupoli, politici conniventi, funzionari infedeli, professionisti senza etica e pochi rischi».

Il Veneto è all’undicesimo posto con un incremento del 18,9% degli illeciti accertati. Sono state registrate nella nostra regione 995 infrazioni, pari al 2.9%, 939 persone denunciate, una arrestata e 196 sequestri. Le attività degli “ecocriminali” si accompagnano in maniera sempre più evidente con la corruzione.

«I numeri e le inchieste – auspica Legambiente – impongono, l’adozione di un pacchetto di misure indispensabili per contrastare in maniera più efficace il fenomeno».

«A fronte di una crisi economica che colpisce interi settori, l’ecomafia continua ad accumulare sempre le stesse cifre – ha aggiunto il coordinatore dell’Osservatorio nazionale sulle ecomafie Antonio Pergolizzi – soprattutto per quanto riguarda il mercato edilizio. Mentre il mercato legale crolla, quello illegale si moltiplica (2 miliardi di euro di fatturato). Per una costruzione illegale si spende un terzo in meno».

Le inchieste sulla corruzione sono più che raddoppiate, e a Venezia c’è stato un clamoroso +32,5% di casi accertati.

«Le Grandi opere spesso sono quelle dove circolano tanti soldi e dove gli episodi di corruzione si ripetono in maniera sempre più lampante, soprattutto nei progetti di project financing – aggiunge Pergolizzi – I rifiuti, oggi sono considerati dalla criminalità non solo come un costo. Le indagini dimostrano che c’è attenzione per i rifiuti visti come materie prime, che si intercettano dalla raccolta differenziata. E il finto riciclo è la nuova modalità delle organizzazioni criminali e una delle vie più diffuse nel ciclo del cemento».

Raffaele Rosa

 

L’OSSERVATORIO – Su corruzioni e concussioni dati regionali preoccupanti

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno suddivisi per regioni italiane su concussione e corruzione dal 2009 a febbraio 2012 il Veneto, con 74 persone, registra un numero di denunce per corruzione minore solo alla Sicilia (176), alla Campania (163), alla Lombardia (149), alla Toscana (92) e alla Puglia (75); mentre per concussione (35) risultano denunciate più persone solo in Campania (115), in Sicilia (62) e Puglia (42). Nel 2010 gli arresti in Veneto erano stati «solo» 10. Anche per quanto riguarda il numero di persone denunciate e finite a processo per concussione l’aumento va da 10 a 35 persone. Secondo quanto riferisce la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ” l’agire mafioso trova nel tessuto politico-amministrativo corrotto facili spazi di penetrazione e possibilità di rapida attuazione dei propri disegni ‘imprenditoriali'”. Le mafie, sempre secondo la Dia, sono funzionali alle finalità delle consorterie e puntano ad infiltrarsi nella Pubblica Amministrazione per intercettare risorse pubbliche. (r.ros.)

 

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