Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

 

LE ALTERNATIVE – Lo scontro si inasprisce. Conto alla rovescia per l’incontro fissato a Roma con il ministro delle Infrastrutture per esaminare le varie proposte

«Il Porto non ha competenze sull’Urbanistica. A decidere sui progetti delle grandi navi dovrà essere la città». Il sindaco Giorgio Orsoni ha risposto a muso duro all’uscita del presidente dell’Autorità portuale – ex ministro ed ex sindaco di cui Orsoni era stato assessore – sulle grandi navi. Citando articoli di legge e normative, il sindaco ha ancora una volta stoppato il protagonismo di Costa, noto per essere molto attivo nel sostenere i progetti che propone. E di nuovo tra Comune e Porto il fossato si allarga. «Ingerenze fuori luogo», ha scritto il sindaco dopo la netta presa di posizione di Costa in commissione. Arrivando a minacciare di bloccare i nuovi progetti su tram e garage. Lo scontro sulle grandi navi si inasprisce. A un mese dall’appuntamento fissato a Roma dal ministro delle Infrastrutture si comincia ad esaminare i progetti sul tavolo. Lo ha fatto in questi giorni la commissione consiliare. Costa ha difeso la sua idea di scavare il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. «La Marittima non si tocca, le navi devono arrivare lì», ha detto, «altri progetti non ce ne sono». Con il nuovo Contorta, scavato da 3 a dieci metri in laguna centrale (costo 40 milioni di euro) le grandi navi potrebbero arrivare in Marittima dalla bocca di porto di Malamocco e non più dal Lido. Orsoni insiste per Marghera. Banchine ex Syndial da attrezzare, tempi più brevi, costi limitati. Navi oltre i 300 metri lontano dalla città. Cesare De Piccoli, ex vicesindaco, europarlamentare e viceministro, propone invece da tempo una soluzione radicale: navi fuori dalla laguna, nuovo terminal a Punta Sabbioni. Banchine capaci di ospitare otto grandi navi, impatto relativo anche se bisognerà studiare bene i trasporti da e per l’aeroporto. Ma il Porto non ci sta. Niente Punta Sabbioni perché si dovrebbe ricostruire la Marittima. Niente Marghera, perché quel canale è già abbastanza intasato dal traffico delle navi mercantili. In un primo tempo aveva proposto anche l’alternativa a Santa Maria del Mare, utilizzano la piattaforma in cemento costruita dal Consorzio Venezia Nuova per i cassoni del Mose. Ma adesso sembra puntare sul Contorta. «Grande opera, rimedio peggiore del male», dicono gli ambientalisti. Aumenterebbe il disastro della laguna e la perdita dei sedimenti, dice chiaro il professore Luigi D’Alpaos, esperto di idraulica. Il Comitato No Grandi Navi critica l’indecisione del Comune e insiste: «Quelle navi in laguna non devono entrare». Battaglia adesso non più soltanto ambientale ma anche politica. Con il Comune da una parte, il Porto dall’altra. E le navi sempre più grandi. (a.v.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui