Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Il ministro Lupi: «Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto analizzeranno i progetti alternativi»

Poi sarà convocato il Comitatone. La soluzione Contorta-Sant’Angelo sembra essere in pole position

«Entro la fine di ottobre ci sarà, da parte del governo e quindi del ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture, l’assunzione decisiva di una soluzione finale sul passaggio delle grandi navi a Venezia, facendo diventare realtà il decreto Passera-Clini, che fino a oggi era solo sulla carta». Così il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha commentato la decisione sull’estromissione delle grandi navi da crociera dal Bacino di San Marco che è stata formalizzata ieri a Roma nel vertice ministeriale a cui hanno preso parte anche ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il governatore del Veneto, Luca Zaia e il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa e che prima del verdetto governativo, sarà preceduta da una riunione del Comitatone, sempre a ottobre, che darà un primo parere consultivo e ragionerà anche sul finanziamento al progetto necessario per l’uscita delle grandi navi da San Marco.

Durante l’incontro – corredati da una prima indicazione del comandante della Capitaneria di Porto di Venezia ammiraglio Tiberio Piattelli – sono stati presentati dei progetti di percorso alternativi al passaggio delle grandi navi nella Laguna di Venezia. Quello già «completo» – a giudizio della Capitaneria di Porto – è quello dell’Autorità Portuale che prevede il transito iniziale delle navi da crociera per il canale Malamocco-Marghera, il canale dei Petroli e poi la deviazione nel canale Contorta-Sant’Angelo che dovrà essere scavato allo scopo, con un costo previsto di 170 milioni di euro, comprensivo anche di interventi di riequilibrio morfologico.

Orsoni ha anche presentato il progetto alternativo del Comune, che prevederebbe il trasferimento delle grandi navi dalla Marittima a Marghera, con due accosti previsti vicino al Parco Vega.

Si è invece solo accennato al progetto del deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti, che propone lo scavo di un nuovo canale marittimo alle spalle della Giudecca, entrando dalla bocca di porto di Lido, senza entrare nel Bacino di San Marco.

Non si è invece discusso – per mancanza di materiali completi – degli altri progetti alternativi proposti. Quello dell’ex viceministro Cesare De Piccoli che propone di spostare il terminal crocieristico a Punta Sabbioni in Alto Adriatico e quello dell’ex presidente di Unindustria Venezia Luigi Brugnaro, che utilizzerebbe il canale Vittorio Emanuele per il passaggio delle grandi navi, nè quello dell’avvocato Alessio Vianello, che propone anch’esso di utilizzare Marghera come terminal, area Fincantieri.

Ma c’è tempo sino a metà settembre per presentare progetti dettagliati, che tengono conto anche dell’impatto economico, ambientale e sul traffico crocieristico e commerciale. Ciò che si è capito dalla riunione di ieri è che la scelta finale sul progetto per l’estromissione delle grandi navi, sarà di tipo tecnico, considerando tutti gli aspetti della questione.

«Quello che a noi importa come governo – ha aggiunto il ministro Lupi al termine della riunione – è dare un segnale fortissimo che si vogliono prendere le decisioni e fare le cose e il decreto legge prevede che le grandi navi non passino più dal canale di San Marco. Abbiamo individuato un percorso certo che vede nel Magistrato delle acque e nell’Autorità marittima la possibilità di valutare tutti i progetti alternativi al passaggio delle grandi navi in laguna, sottoposti oggi all’attenzione dei due ministri, entro la metà di settembre. Ci sarà poi la convocazione del Comitatone anche «per coinvolgere tutta la realtà territoriale di Venezia ed entro la fine di ottobre ci sarà la decisione finale», sentiti anche Magistrato alle Acque e Capitaneria di Porto.

Poche scintille nella riunione, anche se la contrapposizione tra i progetti di Costa – che ritiene irrinunciabile il terminal crocieristico in Marittima – e quella di Orsoni, che caldeggia lo spostamento a Marghera, resta evidente e la soluzione Contorta-Sant’Angelo sembra avere al momento qualche carta in più da giocare sul tavolo ministeriale. In attesa della decisione finale in merito ai percorsi alternativi per le grandi navi che ora transitano nella laguna di Venezia, «sono state assunte alcune misure di sicurezza a riduzione del rischio che credo siano anche il frutto dello stimolo che abbiamo saputo imporre alle autorità locali e che dovrà alla fine portare all’assunzione di una decisione», ha commentato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, al termine dell’incontro, riferendosi all’adozione dell’uso del carburante a bassa emissione di zolfo nel passaggio in Bacino di San Marco delle grandi navi.

Enrico Tantucci

link articolo

 

Orsoni: «Sono soddisfatto presto una soluzione»

Il presidente Zaia: Grandi navi fuori dal Bacino. Costa: aspettiamo con pazienza.

Critico il Comitato: irrisolti i nodi inquinamento, erosione fondali, rischio incidenti.

«Sono soddisfatto di come i ministri stanno affrontando la questione. C’è la volontà di risolvere, nel più breve tempo possibile». Questo il primo commento del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni al termine del vertice ministeriale sulle grandi navi. «Sono soddisfatto – ha continuato Orsoni – anche perché tutte le ipotesi alternative saranno prese in considerazione, in particolare quella proposta dal Comune di Venezia che prevede il passaggio delle navi sul Canale Malamocco e sul Vittorio Emanuele avviando così un primo utilizzo di Porto Marghera. Si riaffermerebbe dunque la centralità ai fini della portualità passeggeri delle strutture esistenti della Marittima, individuando in Porto Marghera una soluzione immediata e un’alternativa per il futuro».

Da sottolineare il coinvolgimento anche del Ministero all’Ambiente, che espresso la sua disponibilità per una valutazione tecnica preventiva dei progetti: «Un passaggio di fondamentale importanza questo – ha spiegato il sindaco di Venezia – perché consente di attivare un nucleo tecnico per una valutazione preliminare delle ipotesi in campo, una garanzia che attendevamo e che consentirà di evidenziare gli impatti ambientali degli eventuali interventi sul delicato ecosistema lagunare mettendo in primo piano la salvaguardia della città. Si è andati avanti con un percorso che era stato disegnato in modo serio. Ci auguriamo che questo porti alla soluzione migliore nei tempi più rapidi possibili».

«Possiamo dare per acquisito che le grandi navi in transito a Venezia usciranno dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco», ha commentato anche il presidente della Regione Luca Zaia. «La Regione Veneto – ha precisato – sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal Marittima e la possibilità di far transitare le navi attraverso un nuovo canale, Contorta Sant’Angelo, che va a recuperare l’alveo di un vecchio canale. Resta la nostra contrarietà a far transitare le navi sopra le 40 mila tonnellate direttamente dal canale della Giudecca e dal bacino di San Marco e da qui la volontà di proporre una linea finale per la decisione dei nuovi transiti a ottobre».

Finché però non si trovano vie alternative, ha osservato il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, «le grandi navi continueranno a passare per dove passano oggi. Il progetto è sul tavolo dei decisori da tempo e aspettiamo con pazienza che venga fatto. Mi sento il paladino di quelli che vogliono che al più presto si tolgano le navi da davanti San Marco».

Critico invece sull’esito del vertice il Comitato No Grandi Navi:

«La decisione assunta oggi nella riunione interministeriale a Roma sul crocierismo non ha compiuto il necessario salto di qualità, evitando di fare l’unica strategica scelta di prospettiva per salvare la portualità e cioé quella dell’estromissione delle navi incompatibili dalla laguna. La scelta, al contrario, lascia aperte tutte le porte nell’ottica dell’attuale modello di portualità, risolvendo forse il problema del passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco ma mantenendo nel cuore di un’area ambientalmente fragile e densamente popolata tutte le principali criticità, a partire dal pesantissimo inquinamento, la devastante erosione dei fondali, il rischio di incidenti anzi aumentato dalla prevedibile congestione futura del Canale dei Petroli. L’aver affidato all’Autorità Marittima, che ha sempre coperto ogni scelta dell’Autorità Portuale, e al Magistrato alle Acque, che negli anni ha permesso ogni devastazione in laguna, la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è una garanzia ma al contrario la premessa per scelte che già oggi si possono intuire e che assicureranno l’en plein per le compagnie da crociera».

(e.t.)

link articolo

 

Esposto contro i maxi yacht

L’hanno presentato in Comune i residenti di Castello: «Sono troppo rumorosi»

Ce la faranno i residenti di Castello a far sentire la propria voce per prevenire il rumore degli yacht sulla Riva dei Sette Martiri? Un primo passo è stato compiuto questa mattina quando l’associazione Arca (Associazione residenti castello) ha fatto un esposto al Comune per l’insopportabile e incessante rumore provocato da una settimana dai motori dello yacht «Samar», parcheggiato fino a sabato di fronte alle case rosse della citata riva. Una corsa contro il tempo perché uno degli ostacoli che si trovano ad affrontare sono la lentezza degli interventi, spesso rallentati dalla mancanza di risorse di personale, che rendono difficile dimostrare la veridicità del disagio. Mancano ancora poche ore alla dipartita della «villa galleggiante» che oscura il panorama ai residenti, ma già si staglia all’orizzonte un altro incubo di nome «Tatoosh» che dovrebbe arrivare, puntuale come negli ultimi due anni, verso fine agosto in occasione della Mostra del Cinema.

«Vogliamo prevenire» afferma il portavoce Etele Pechi « la possibilità che ancora una volta sia ormeggiato qui davanti, ma quando l’anno scorso abbiamo fatto la segnalazione i vigili sono arrivati che lo yacht era già partito». Come vengono valutati gli yacht (emissione di fumi e potenza dei motori) non è ancora chiaro dato che i responsabili della «Venice Yacht Pear», una delle due società che con la «Venice Yacht and Ship Assistance» fa capo alla «Venezia Terminal Passeggeri», ieri erano impegnati nell’incontro a Roma e ancora non disponibili. Per capire l’entità del problema sono necessari i tecnici dell’Arpav (pochi) che intervengono su richiesta del Comune una volta arrivato l’esposto, ma i tempi in genere non sono veloci. In questo momento l’Arpav, in seguito a un esposto, sta eseguendo dei controlli sul rumore emesso dagli altoparlanti delle navi e dei lancioni per turisti e si muove solo su indicazione del Comune che è responsabile del rumore urbano. In questo caso però l’allarme è stato dato ora, a distanza di un mese, proprio nella speranza che venga ascoltato e che si trovi un’altra postazione per il rumoroso «Tatoosh».

Vera Mantengoli

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui