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I sindaci e gli albergatori si appellano a Ugo Bergamo

Accorciare la forbice tra le tariffe per i bus turistici, eliminando le differenziazioni che avvantaggiano gli hotel del Comune di Venezia penalizzando quelli di Riviera e Miranese: sindaci ed albergatori lo invocano da tempo, nei giorni scorsi la richiesta è stata inoltrata ufficialmente ad Ugo Bergamo, assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Venezia. All’incontro hanno partecipato il presidente della conferenza dei sindaci di Riviera e Miranese Fabio Livieri, il direttore della Confcommercio provinciale Danilo De Nardi, il presidente della Confcommercio del Miranese Ennio Gallo ed altri funzionari.

La battaglia degli albergatori si trascina da anni: il Comune di Venezia impone infatti una tassa per i bus turistici che arrivano nel centro storico, come elemento di controllo dei flussi e dell’inquinamento, ma pone alcune differenziazioni. La tariffa oscilla tra i 220 e i 390 euro, ma si scende a 140-150 per gli hotel situati nel Comune.

«In questo modo perdiamo una fetta di clientela importante, a questi costi molte agenzie non si rivolgono più a noi», sbottano da Miranese e Riviera. Da qui la richiesta dunque di allineare le tariffe: «Spiragli ce ne sono, abbiamo ricevuto importanti segnali di apertura – commenta Livieri -. Non sarà semplice perché il bilancio del Comune di Venezia si basa pure su quelle entrate, ma chiediamo quantomeno una revisione per i bus delle scolaresche. Abbiamo riscontrato la volontà di ascoltarci e valutare queste possibilità». Ennio Gallo parla invece pure in qualità di albergatore: «Bisogna ragionare in ottica di Città Metropolitana, certe differenziazioni non hanno senso e provocano solo una concorrenza sleale. Un Comune non può applicare una politica protezionistica in un comparto importante come il turismo. Facciamo parte dello stesso territorio». Nei mesi scorsi tutti i sindaci avevano inviato un documento dello stesso tenore al collega veneziano Giorgio Orsoni. Un tavolo per discuterne potrebbe essere convocato dopo l’estate. (G.PIP.)

 

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