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Respinto il ricorso gerarchico presentato da Italia Nostra, rivoltasi pure al Tar

Per il direttore generale Ragni il giudizio della Soprintendenza è inappellabile

VENEZIA – Per il Ministero dei Beni Culturali il nuovo progetto del Fontego dei Tedeschi “targato” Benetton va bene così com’è, perché ha ormai l’autorizzazione definitiva e non modificabile del soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia. Lo dichiara ufficialmente il direttore generale del Ministero Maddalena Ragni, respingendo il ricorso gerarchico proposto da Italia Nostra per l’annullamento del provvedimento del dicembre scorso con il quale la Soprintendenza ha appunto autorizzato la trasformazione dell’edificio cinquecentesco – destinato a diventare un grande magazzino – secondo il progetto curato da Rem Koolhaas e dallo Studio Oma e parzialmente modificato raccogliendo le obiezioni avanzate alla prima stesura da parte del Comitato per i Beni Architettonici dello stesso Ministero dei Beni Culturali.

Italia Nostra, che già annunciato la presentazione di un ricorso al Tar del Veneto per stabilire l’illegittimità dei permessi accordati a Edizione srl, la Finanziaria di Benetton che adesso ha iniziato il restauro dello storico edificio.

Si era però rivolta anche al Ministero, chiedendo l’impugnazione del provvedimento, ma per i Beni Culturali il ricorso è «irricevibile, in quanto l’autorizzazione firmata dall’architetto Codello «è da considerarsi un atto definitivo», perché di sua stretta competenza. Pertanto, il Ministero, anche se volesse, non potrebbe modificarlo.

Un interpretazione che Italia Nostra contesta, perché con questa logica nessun atto emesso da un soprintendente potrebbe mai essere modificato dalla sua autorità superiore, in questo caso il Ministero.

In attesa di sapere se il progetto del nuovo Fontego – per il quale La Rinascente si sarebbe tirato indietro come gestore, lasciando il passo ad altri – dovrà essere sottoposto anche a Valutazione d’impatto ambientale, resta comunque in piedi il ricorso al Tar di Italia Nostra.

Tra le contestazioni – supportate dalla relazione tecnica del professor Giuseppe Cristinelli, già ordinario di Restauro all’Iuav – la creazione, con il nuovo progetto, di un foro circolare sulla muratura verso l’esterno di cinque metri di diametro. Inoltre, le scale mobili, i nuovi ingressi e le demolizioni, il nuovo piano e la super -altana. Nell’ultimo parere della Soprintendenza si dice che l’edificio è stato “ricostruito” negli anni Trenta e che che gli interventi sembrano compatibili con le esigenze di tutela monumentale. Intanto i lavori preparatori per la trasformazione del Fontego procedono a pieno ritmo, con la demolizione delle superfetazioni interne e la pulitura della facciata esterna.

Enrico Tantucci

 

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