Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Spuntano nuovi nomi nell’inchiesta sul Mose

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

ago

2013

VENEZIA – Mose, spuntano nuovi accusati. Chiesti altri sei mesi di indagini

VENEZIA Depositata dal pm Tonini la richiesta di proroga per sei mesi dell’indagine preliminare. E ci sono sorprese

Un consulente avrebbe preteso soldi dalle imprese

È nata con l’arresto dell’ex presidente del Consorzio Mazzacurati l’inchiesta che fa tremare la Venezia della politica e degli affari

Indagati (concussione o corruzione) un professionista padovano, due geometri del Consorzio Venezia Nuova e alcuni imprenditori

Sono trentadue le persone indagate nell’inchiesta che, lo scorso luglio, portò all’arresto dell’ex presidente del Consorzio Venezia, Nuova, Giovanni Mazzacurati, e di altre sei persone accusate di turbativa d’asta in relazione ad alcuni lavori di scavo dei canali portuali di Venezia. I loro nomi compaiono nella richiesta di proroga delle indagini preliminari notificata nei giorni scorsi a tutti i difensori, con la quale il sostituto procuratore Paola Tonini chiede altri sei mesi di tempo per completare i complessi accertamenti. La richiesta di proroga riguarda in realtà 26 indagati, ma i nominativi di altri sei figurano nell’elenco conclusivo, nel quale il pm ricapitola i reati contestati a ciascuno di loro: oltre a tre episodi di turbativa d’asta, vi sono quattro capi d’imputazione relativi a violazioni fiscali, uno per concussione e uno per corruzione.
«VENDUTO» – Per concussione, ovvero per aver imposto il pagamento di somme di denaro illecite, figura indagato un professionista padovano, Sergio Nave, 79 anni, chiamato in causa in qualità di collaboratore del Consorzio Venezia nuova. La Finanza lo accusa di aver percepito indebitamente soldi dai referenti di società consorziate e in alcune intercettazioni viene definito come un “venduto”.
L’ipotesi di corruzione riguarda invece due geometri del Consorzio Venezia Nuova, Federico Pasqualato, 70 anni, di Mira e Antonio Furlan (il cui nome non risulta tra quelli per cui viene chiesta la proroga) assieme al veneziano Nicola Falconi, 51 anni, titolare della Sitmar (e presidente dell’Ente gondola, estraneo all’inchiesta) e ad altri due imprenditori, Roberta Biotto, 46 anni, di Cona e il napoletano Giovanni Iovine. Per entrambe le vicende non è ancora chiaro di che natura siano i contestati pagamenti illeciti e in relazione a quali opere del Consorzio.
APPALTO PILOTATO – L’altro filone per cui la Procura chiede la proroga è quello relativo a tre gare d’appalto per lavori banditi dall’Autorità portuale in relazione ai quali vi sarebbe stato un accordo preventivo – coordinato da Mazzacurati – per garantire il successo ad una cordata di piccole imprese di Chioggia che, in precedenza, si erano recate dal presidente del Consorzio Venezia Nuova per lamentare di essere state escluse troppo a lungo e di aver bisogno di lavorare. Per far vincere i “piccoli”, aziende del calibro di Mantovani, Cooperativa San Martino e Coedmar avrebbero accettato di non presentare offerte, in cambio della successiva assegnazione di altri lavori in laguna.
REATI FISCALI – Per finire l’inchiesta riguarda una serie di presunte violazioni fiscale contestate principalmente alla cooperativa San Martino di Chioggia, accusata di aver emesso e utilizzato una serie di false fatture, tra il 2004 e il 2007. Di sola emissione di false fatture è accusato anche l’amministratore della Corina srl, Luciano Mognato, mentre l’ipotesi di omessa dichiarazione, oltre che ad alcuni amministratori della San Martino, viene constestata anche ai responsabili della società che avrebbe fornito palancole e sassi da annegamento attraverso un “giro” che consentì alla coop di realizzare un consistente aumento di prezzi. Si tratta della Istra Impex: indagati risultano Alessandro Pasut, Lydia Eppich e Massimiliano Mompiani, i cui nomi, assieme a quelli di Nicla Boscolo Bacheto e Antonio Boscolo Cucco, non compaiono nella richiesta di proroga.

Gianluca Amadori

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui