Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

CONEGLIANO – (el.gi.) L’Usl 7, nei giorni scorsi, l’ha dichiarato a chiare lettere: nessun rischio per i pesticidi nella popolazione.

Ma i Grillini ribattono. «Tecnici sanitari che pensano al delicato equilibrio tra tutela della salute e fattori produttivi. Figure istituzionali che santificano la produzione e scagionano tutti. Associazioni di categoria che minacciano azioni penali e diffidano i sindaci dal proibire l’uso di sostanze tossiche». È una situazione paradossale quella che emerge – secondo il Movimento 5 stelle di Conegliano – dopo la pubblicazione dello studio sulla presenza di pesticidi nell’organismo nella zona Prosecco docg.

«Dallo stesso studio pubblicato dall’Uls 7 si evince la correlazione tra grandi monocolture e intossicazione. Il 47% dei 260 soggetti analizzati è contaminato da Etu (metabolita dei ditiocarbammati tra cui il pericolosissimo mancozeb). Il 46% dei bambini è contaminato da Etu di cui il 5,5% con valori superiori a quelli di riferimento. Questo vuol dire che un soggetto su due è contaminato da residui di pesticidi (Ditiocarbammati) – continuano i Grillini -. Il fatto che sia in linea con i con i valori di riferimento ufficiali, vuol dire che metà dell’intera popolazione nazionale è contaminata da pesticidi. Questo dato è gravissimo: significa che i pesticidi sono ovunque e dentro i nostri corpi».

I pesticidi vicino alle aree agricole non devono contaminare le proprietà private, indipendentemente dalla dose, in quanto i pesticidi fanno male e basta. Piuttosto non etico e contraddittorio appare anche il tentativo di spostare l’attenzione sulla coltivazione degli orti e sul consumo del vino, cosa che a ben vedere conferma che le sostanze raggiungono in ogni modo non solo chi vive a ridosso delle colture o chi ne fa un uso non regolamentato, ma anche il consumatore finale.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui