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IN VISITA – Il ministro incontra i No Grandi Navi: «Una soluzione al più presto»

L’incontro è avvenuto nelle quinte di un convegno sul futuro del cinema all’Excelsior del Lido. Ed è stato qui che il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray è stato “intercettato” da una delegazione del Comitato No Grandi Navi. Mentre alcuni sostenitori avevano innalzato alcuni cartelli di protesta, è toccato a Silvio Testa, portavoce del Comitato, e Tommaso Cacciari, consegnare a Bray, una lettera aperta con la quale, senza tanti giri di parole, si chiede che il ministero scenda ufficialmente in campo per ribadire la tutela della città di fronte alle grandi navi.

«Pensiamo che Lei e il suo ministero – si dice nella lettera – dobbiate rompere il silenzio (francamente assordante) che sinora avete mantenuto in merito a questa vicenda».

Bray non si è tirato indietro e ha replicato: «I miei colleghi ministri – ha detto – non mi hanno ancora sollecitato sull’argomento, ma vedrete come nella prossima riunione interministeriale, il ministro farà sentire la propria voce».

Questione ribadita anche a margine della visita alle Gallerie dell’Accademia, in occasione della mostra dedicata a Leonardo Da Vinci, dove il ministro Bray è stato accompagnato dal sindaco Giorgio Orsoni, e da Giovanna Damiani e Annalisa Perissa del Polo Museale, e da Renata Codello, soprintendente ai Beni artistici e architettonici. Qui tra l’altro Bray ha incontrato casualmente un turista d’eccezione come Piero Angela.

«Dovremo studiare – ha sottolineato Bray – tutte le forme per salvaguardare una città che è un patrimonio storico e artistico di grande valore. Solleciterò il ministro dell’Ambiente per trovare al più presto una soluzione».

Durante la sua visita alle Gallerie dell’Accademia, è stato fatto il punto sui lavori che riguardano l’antico complesso di Santa Maria della Carità. E in questo senso è stato ribadito il completamento di una parte del lavoro di restauro e riqualificazione entro l’anno (forse novembre) mentre si attende ancora di vedere la fine sul progetto più ampio di restauro. «Completare quest’opera – ha detto – è uno degli impegni più importanti del governo. L’obiettivo concludere in tempi rapidi quest’operazione per riconsegnarla alla città, ai cittadini e ai molti visitatori».
Ma su altre due questioni come i presunti danni alle pareti di Palazzo Ducale in occasione della mostra di Manet, il ministro ha candidamente rivelato di non aver letto la documentazione in materia. L’ultima fatidica domanda invece sul Palacinema al Lido. E anche qui niente parole, ma un sorrisetto sornione. «Lasciatemi andare al Lido».

Paolo Navarro Dina

 

PORTO MARGHERA – Il ministro e il Palais: «Il vincolo resta, come in tutta Venezia»

Il ministero dei Beni culturali non cambia idea sul Palais Lumiere e del resto non ci si poteva attendere diversamente: il vincolo sull’area resta. Ha risposto così, a precisa domanda, il ministro Bray su una questione che ha tenuto banco per mesi in città.
«È chiaro – ha detto Bray – che su tutto il territorio di Venezia va applicata una particolare tutela. Il mio ministero ha già dato una risposta in merito. Se dovessero cambiare le condizioni? Vedremo…». Come dire, che al momento, così come stanno le cose, l’area dove doveva sorgere il Palais Lumiere resta tutelata.

 

PROGETTO DI VERITAS

Orsoni: «Per la raccolta dei rifiuti punteremo ad un sistema di tubature ad aria compressa»

«Ho apprezzato molto quello che ha detto il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando e soprattutto dell’attenzione che ha posto al problema. La proposta del “numero chiuso” è un segnale importante, ma non può bastare. Non possiamo decidere su un tema così importante ricercando formule provvisorie. Dobbiamo trovare una soluzione stabile. Può andar bene qualche misura di contenimento, ma sia ben chiaro anche un solo “passaggio” di una grande nave in canale della Giudecca è di per sè inadeguato».

Per Giorgio Orsoni c’è – e non può essere diversamente – una questione aperta e non c’è dubbio che non può che essere al centro dell’attenzione. E in quest’ottica, entra anche un’altra riflessione del sindaco legata alla riorganizzazione del traffico acqueo, ma soprattutto il caso della raccolta dei rifiuti. Orsoni rivela che un progetto di riorganizzazione della raccolta delle immondizie, è stato presentato nelle scorse settimane da Veritas e riguarda lo studio di una formula di “raccolta” sulla falsariga della posta pneumatica ovvero con una serie di potenziali tubature collegate ad un centro di raccolta, uno per ogni “insula” veneziana in modo da organizzare una sorte di centri di raccolta e smaltimento delle immondizie.
«É un progetto che sta valutando Veritas. Sostanzialmente il criterio dovrebbe essere quello già utilizzato in Francia o negli Stati Uniti dove esiste una forma di raccolta dei rifiuti con grossi tubi che incanalano la spazzatura facendola giungere nei centri di raccolta». Un progetto oggettivamente non proprio semplice da realizzare e che, secondo il sindaco, una volta a regime, potrebbe essere valutato come un investimento da 80 milioni di euro. «Intanto abbiamo fatto un primo passo – sostiene il sindaco – presentando questo progetto al ministero e chiedendone il finanziamento».
E a proposito di finanziamento, Orsoni che ha avuto un colloquio a quatt’occhi con il ministro Bray, ha ribadito che per il futuro Palacinema potrebbero servire tra i 20/25 milioni di euro, a spese sostanzialmente dello Stato, per un progetto condiviso Stato/Comune e che potrà trovare fonte di ispirazione nel piano partecipato presentato al Lido la scorsa settimana e che ha visto il coinvolgimento della cittadinanza. «Ne ha abbiamo parlato – ha tagliato corto il primo cittadino – potremmo attestarci anche su molto meno. Magari 20». Infine, il sindaco sempre in materia di mobilità ha ribadito la necessità di una riconversione del servizio pubblico in centro storico e in terraferma. «Cercheremo di studiare forme che alleggeriscano il Canal Grande – ha concluso – puntando su cosiddette “circolari” esterne. Si sta lavorando per un piano di questo tenore. E in più sul tram. E a questo proposito stiamo lavorando per un ulteriore finanziamento di circa 20 milioni per completare la rete a Venezia, raggiungendo San Basilio e decongestionando quindi l’area di Piazzale Roma».

P.N.D.

 

SANDRO TREVISANATO (VTP) «Crociere in calo, di fatto meno transiti in Bacino»

Il numero chiuso proposto dal ministro dell’Ambiente c’è già. Andrea Orlando lo chiede perché, mentre si discute di quale sia la soluzione migliore per allontanare le grandi navi dal bacino di San Marco, i transiti crescono: negli ultimi sei mesi del 7%.
«In realtà quel dato riguarda tutti i transiti turistici, cioè anche una pluralità di tipologie di traffico non gestite da Vtp» afferma Sandro Trevisanato, il presidente della Venezia Terminal Passeggeri. Il dato vero, rivela, è un 9 per cento ma in meno. In questi primi mesi del 2013, insomma, c’è stato un calo del traffico crocieristico: 391 approdi contro i 431 dei primi sei mesi del 2012.
«E non è finita qui perché, stando alle prenotazioni sino ad oggi ricevute, prevediamo una ulteriore flessione nei primi sei mesi del 2014: a causa della posa dei cassoni del Mose, e della conseguente chiusura del porto crociere dal 22 novembre 2013 al 4 aprile 2014, cui si aggiungerà lo spostamento dei traghetti nel nuovo Terminal di Fusina, le toccate di crociere e traghetti diminuiranno da 391 a 241 con un calo del 38% – continua il presidente di Vtp -. Con ciò, nei fatti e nel breve periodo, si realizza l’auspicio del ministro di una riduzione dei transiti nel Canale San Marco Giudecca».
Trevisanato, ad ogni modo, dice che Vtp condivide appieno l’auspicio del ministro dell’Ambiente perché si faccia presto: «Serve una soluzione rapida che dia tempi certi ad un percorso alternativo (il canale Sant’Angelo Contorta o un altro canale scavato dietro alla Giudecca) per consentire la prosecuzione dello sviluppo di un traffico con benefici irrinunciabili non solo per Venezia ma per l’intera filiera dei porti adriatici, di cui Venezia é capolinea, e lo sviluppo dell’industria crocieristica nazionale, in gran parte rappresentata dai circuiti adriatici».
Per questo, conclude il presidente di Vtp, «condividendo con soddisfazione le dichiarazioni del ministro Orlando sulla necessità di contemperare le varie esigenze, tecniche, economiche, ambientali, la società sarà lieta di collaborare in supporto ai propri azionisti pubblici di maggioranza (Regione Veneto e Autorità Portuale) nel dare un contributo tecnico alle soluzioni del traffico che gestisce». (e.t.)

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