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DOPO – La polemica per la sunshine

Gli ambientalisti: «Mettere a disposizione i video delle telecamere»

In attesa che per il 21 settembre, terzo sabato del mese, ne arrivino ben dodici tutte assieme, oggi ci accontentiamo di otto grandi navi in arrivo e in partenza dalla Marittima, con il passaggio “irrinunciabile” in bacino San Marco. Ad annunciarlo non sono quelli dei Comitati che contestano la loro presenza in laguna, bensì Venezia terminal passeggeri. Tra le otto c’è l’enorme Msc Divina, la Speldour of the Seas e soprattutto la Sunshine della Carnival, quella che ha attivato le polemiche per il suo passaggio vicino alla Riva dei 7 Martiri sulla quale sta indagando la Procura in seguito ad un esposto del Codacons e ad un controesposto del Comitato Cruise Venice. Polemica che non accenna a diminuire. Ieri sono intervenuti Luciano Mazzolin per “Ambiente Venezia” e di nuovo l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin.

Mazzolin scrive che il video sull’entrata della Sunshine in laguna presentato dal Comitato Cruise Venice proviene da una telecamera posa sul tetto della sede del Cnr ai Giardini di Castello, «un sistema di telecamere Hydra che è costato alla collettività un milione e 400 mila euro e che registra il traffico marittimo». «La sala operativa video è gestita dalla Capitaneria di Porto, che detiene tutte le registrazioni dei vari passaggi delle navi (compresi i fumi che emettono), e sarebbe interessante che queste riprese dei vari passaggi fossero rese pubbliche ed accessibili a tutti i cittadini e a tutti gli enti ed istituzioni pubbliche».

Bettin, invece, si meraviglia che «da varie parti si chieda alla magistratura di verificare la liceità di quanto accaduto il 27 luglio». All’assessore sembra strano visto che «da subito la Capitaneria di Porto ha chiarito che, quel giorno, tutto era stato “assolutamente normale”». Per Bettin si tratta di «un’aberrante normalità, in cui transatlantici oceanici possono passare per il bacino San Marco, nel cuore della città, e ridurre a proporzioni lillipuziane, trasformando in fuscelli i mezzi acquei ordinari». «È tutto lecito», prosegue l’assessore comunale, «perché il decreto Clini-Passera – dopo il disastro della Costa Concordia al Giglio e della Jolly Nero, malgrado fosse trainata da due rimorchiatori – vieterebbe questo tipo di passaggi, è sospeso nei suoi effetti a Venezia». «Quindi, a che proposito si interpella la magistratura se si sa che il vero scandalo è che questa aberrante normalità è in affetti regolare?» chiede Bettin. E si risponde, affermando che si vuole legittimare una situazione «si totale squilibrio, in cui il rischio catastrofico è sempre strutturalmente presente». Per l’assessore all’Ambiente del Comune la soluzione è «l’attuazione urgente del decreto Clini-Passera, cioè nel far finire questi passaggi e realizzare l’alternativa più adeguata, che non alteri ulteriormente l’ecosistema lagunare e consenta lo svolgimento di un’importante attività storicamente presente a Venezia».

Giorgio Cecchetti

 

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