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Impugnata la variante che cancella il Pat e il vincolo paesaggistico in terraferma

Raffica di liti giudiziarie: la giunta chiede fondi per Actv e difende le licenze taxi

Autunno di “liti” – come si chiamano in delibera – per il Comune, si tratti di difendere la sua programmazione urbanistica, rivendicare fondi per i trasporti, difendere le graduatorie per la (controversa) assegnazione di 25 licenze di taxi. Si inizia con un doppio ricorso al Capo dello Stato, oggetto di due delibere di giunta. Da una parte, al presidente Napolitano – fresco di visita in città – Ca’ Farsetti chiede di annullare la nota con il quale il ministero per i Beni culturali ha ribadito – a maggio – la sussistenza del vincolo paesaggistico «per la porzione territoriale inclusa nei 300 metri dalle sponde del canale industriale ovest, a Marghera». Il vincolo – valutato «illegittimo e lesivo degli interessi di gestione del territorio da parte del Comune di Venezia » – che ha fatto saltare il Palais Lumière, per intendendersi.

Dall’altra, il Comune si appella al presidente della Repubblica anche per annullare la delibera con la quale la Regione ha adottato la variante parziale al Ptrc, azzerando di fatto le disposizioni previste dal Pat.

«Il ricorso al capo dello Stato è la formula indicata dall’Avvocatura civica come la più celere», commenta l’assessore all’Urbanistica e Edilizia privata, Andrea Ferrazzi, «perché è un problema se la Regione azzera il potere programmatorio del Comune, cancellando un Pat costruito con la partecipazione dei cittadini. Con quella che chiama “variante” della variante del 2009, ma che è di fatto un nuovo piano generale vero e proprio, la Regione impone sue scelte sul nostro territorio del tutto difformi da quelle decise dal Comune: così per Porto Marghera prevede solo cantieristica navale e non logistica, che riserva a Padova; ristabilisce per l’alta velocità il tracciato (bocciato dalla cittadinanza) sotto la gronda lagunare; prevede uno sviluppo solo aeroportuale sul Quadrante di Tessera, “espropriando” così il Comune. Sono problemi sostanziali dei quali ho discusso con il vicepresidente della Regione Zorzato, che si è dimostrato disponibile solo per quanto riguarda il vincolo sui 300 metri, che costringe al degrado parti di città, si tratti del Circus di Chirignago o delle ex colonie al Lido».

Il Comune ha poi impugnato al Tar le delibere con le quali la giunta regionale ha ripartito i fondi per i trasporti pubblici 2013, tagliando oltre 10 milioni ad Actv. Per Ca’Farsetti, «il metodo utilizzato dalla Regione per ripartire le risorse disponibili tra i singoli servizi è avulso dal processo di pianificazione e programmazione delineato dal legislatore». Ai giudici, Venezia chiede così di condannare la Regione «ad assicurare al Comune l’integrale copertura del contratto di servizio Actv». Infine, Ca’ Farsetti ha impugnato al Consiglio di Stato le sentenze con le quali il Tar ha annullato il bando di concorso per l’assegnazione di 25 licenze taxi.

Roberta De Rossi

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