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Gazzettino – Tribunale unico, stangata per i clienti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

set

2013

LA GIUSTIZIA, I PROBLEMI

IL CASO – Corpose perdite di tempo e maggiori costi per le trasferte a Venezia. Gli avvocati: «Aumenti del 20-30%»

L’eliminazione delle sedi giudiziarie di Chioggia, Dolo, San Donà e Portogruaro provocherà il caro parcelle

RINCARI – Con la chiusura degli uffici giudiziari di Chioggia, Dolo, San Donà e Portogruaro le spese legali costeranno di più. Lo denunciano gli stessi avvocati della provincia, alle prese da domani con l’accorpamento a Venezia che li costringerà a trasferte e lunghi tempi di trasferimento.

TEMPI LUNGHI – La conseguenza più grave della riforma potrebbe riguardare i tempi della Giustizia, destinati a dilatarsi con l’accentramento di tutte le pratiche negli uffici del Tribunale di Venezia.

LA RIFORMA – Chiuse da domani Chioggia, Dolo San Donà e Portogruaro

A VENEZIA – Rischio paralisi per gli uffici del centro storico

I PROCESSI  «Rimborsi limitati per chi deve testimoniare in aula»

NEGLI UFFICI «Lunghe attese per pratiche ereditarie e per la nomina di curatori»

CHIOGGIA – Il presidente degli avvocati Grasso: «Ci saranno rincari e forti disagi»

Trasloco in corso al Tribunale di Dolo: da domani le sedi giudiziarie decentrate saranno accorpate a Venezia

Tempi più lunghi e costi lievitati a carico dei cittadini. Per i cittadini la chiusura degli uffici decentrati del tribunale di Chioggia, Dolo e San Donà di Piave (Portogruaro sarà invece accorpato a Pordenone) comporterà un rapporto ancora più difficile con la Giustizia. Lo spiegano gli stessi avvocati che in questi mesi hanno chiesto, senza esito, di soprassedere alla riforma voluta dall’allora ministro Paola Severino per ridurre i costi dell’amministrazione giudiziaria e razionalizzarne le risorse. L’effetto della centralizzazione, che diventerà operativa da domani, sarà opposto rispetto a quanto si voleva ottenere.

«I costi per i cittadini saranno maggiori – spiega l’avvocato Marisa Biasibetti di Dolo, consigliera dell’Ordine professionale provinciale – basti pensare alle spese di viaggio, di parcheggio e ai tempi necessari per andare a Venezia. Con un’aggravante: alcune attività come la volontaria giurisdizione – cui ci si rivolge per tutele, curatele, eredità e amministrazioni di sostegno – richiederanno mesi di attesa mentre ora venivano svolte in loco nel giro di una settimana. C’è stata una cecità totale nel capire questo problema e ora i cittadini rischiano di essere presi fra due fuochi». Costi maggiori e tempi ancora più dilatati.

Ma l’aumento delle spese riguarderà anche i cittadini chiamati a testimoniare nei processi, spiega l’avvocato Francesco Pavan, delegato di zona per San Donà della Camera penale veneziana: «Quando un teste viene citato è previsto il rimborso delle spese solo se questo si muove con i mezzi pubblici meno costosi – spiega – e in ogni caso il rimborso è solo parziale. Per i clienti invece si dovrà mettere in conto le spese di viaggio, di trasferta e i tempi – la cosiddetta vacazione – dei legali che dovranno andare nel capoluogo. Ciò potrebbe incidere per un 25-30% delle spese». Una beffa nel caso di San Donà, dove da poco più di un anno era stata inaugurata la nuova sede del Tribunale realizzato dai privati e affittato al Comune con il canone a carico del ministero della Giustizia. L’ipotesi di mantenere in riva al Piave alcuni uffici giudiziari è rimasta tale, e finora è garantita solo la sopravvivenza del giudice di pace. Un po’ poco per giustificare la destinazione della sede a uffici giudiziari.

Non andrà meglio a Portogruaro, che pure ha ottenuto l’accorpamento al Tribunale di Pordenone, geograficamente più vicino rispetto a Venezia. Anche in questo caso non sono i costi di trasferimento a preoccupare ma i tempi, spiega il legale Emanuele Maria Forner, consigliere dell’Ordine provinciale degli avvocati: «Se prima per alcune pratiche veniva delegato il personale dello studio, ora non sarà più possibile. Quello dei tempi dilatati è un problema reale. Mi domando per esempio se il terminale di Venezia sarà in grado di reggere alla mole di lavoro degli uffici distaccati che saranno accorpati alla sede centrale. Anche qui si rischia di allungare i tempi delle pratiche. Non lo dico con spirito conservatore, qui non si tratta di difendere alcuna casta, è un dato di fatto: le sedi giudiziarie che saranno accorpate avevano un indice di produttività superiore a quello della sede centrale. Se si guarda alle statistiche, sarebbe stato da chiudere proprio il Tribunale di Venezia».

 

TRIBUNALE UNICO – Ricadranno sui cittadini-clienti le conseguenze dell’accorpamento degli uffici

Stangata parcelle: «Più care del 30%»

Ma per gli avvocati c’è anche il rischio che si allunghino i tempi per le pratiche giudiziarie

CHIOGGIA – La chiusura del Tribunale comporterà rincari e forti disagi a carico dell’utenza, a fronte di risparmi gestionali nulli o trascurabili. Innanzitutto, le trasferte a Venezia influiranno inesorabilmente sulla nota spese dei legali per riverberarsi, poi, sulle parcelle. L’hanno lasciato intendere a chiare lettere i presidenti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Venezia Daniele Grasso e della Camera degli avvocati di Chioggia Vincenzo Pelaggi, nel corso del consiglio comunale aperto tenutosi venerdì scorso nell’aula dei processi. Conferma tutto questo l’ufficiale giudiziario Bruno Rossetti, anch’egli in attesa di trasferimento nel Capoluogo.

«Quando – dichiara – tra qualche giorno, ci ritroveremo a completa disposizione del Tribunale veneziano, la giustizia costerà sicuramente di più. Rincareranno perfino le pratiche e gli atti comuni: cose che fino a ieri potevano essere sbrigate in loco, senza considerevoli perdite di tempo. Io stesso, a tal proposito – prosegue – prevedo di dovermi recare sistematicamente a Rialto, prima di rientrare a Chioggia per svolgere le solite mansioni». Nel frattempo, si apprestano al trasferimento anche gli otto addetti alle cancellerie penale e civile. Ieri mattina questo personale, visibilmente rassegnato, girovagava nelle sale semivuote intento a raccogliere le ultime cose. «Nessuno di loro – assicura Rossetti – sa esattamente in quale cosa consisterà il proprio futuro compito; tantomeno, è a conoscenza dell’esatta, imminente dislocazione».

Tra gli ormai ex dipendenti del Tribunale clodiense regna lo sconforto. Alcuni, piuttosto di accettare il pendolarismo a scatola chiusa, stanno già mettendo le mani avanti. Sperano di potersi trasferire prima o poi presso tribunali più facilmente raggiungibili. Com’è noto, la distanza tra Chioggia e Rialto non può essere coperta in meno di un’ora e mezza, tra mille scomodità. L’ufficiale giudiziario conclude guardandosi attorno, incapace di entrare nel merito della logica che sta a monte della chiusura del Tribunale chioggiotto, noto per la sua produttività ben superiore rispetto alla media e per i costi di gestione prossimi allo zero.

Roberto Perini

 

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