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GRANDI NAVI»IL BRACCIO DI FERRO

Il ministro all’Ambiente rilancia la proposta, però il traffico continua a crescere Conto alla rovescia per la presentazione a Roma delle ipotesi alternative

ANDREA ORLANDO – Intanto dobbiamo ridurre i rischi Per una soluzione definitiva bisognerà aspettare almeno tre o quattro anni

PAOLO COSTA – La riduzione dei passaggi è tecnicamente fattibile senza troppi problemi. Ora fissiamo le priorità.

Verso il numero chiuso per le grandi navi in laguna in attesa – tra qualche anno – della loro definitiva estromissione dal Bacino di San Marco, quando, entro ottobre, sarà scelto e poi realizzato il percorso alternativo per portarle in Marittima. Anche se intanto megacompagnie come la Royal Caribbean annunciano il potenziamento delle loro linee su Venezia. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha rilanciato il numero chiuso – in un’intervista al quotidiano La Stampa – e il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa ha subito ribadito la sua fattibilità anche in tempi brevi.

«Ho guardato i dati – dichiara il ministro Orlando – del traffico in laguna. Ebbene, mentre noi discutiamo, il fenomeno continua a crescere: nella prima metà del 2013 il traffico delle grandi navi è cresciuto del 7 per cento. Erano 629 approdi nel 2010, siamo passati a 661 nel 2012 e la tendenza continua a crescere. Il rischio è che mentre noi discutiamo, ci sia una crescita ulteriore dei passaggi. La mia proposta, perciò, è di mettere da subito un numero chiuso. Perché dev’essere chiaro che se a ottobre, ammesso che ci siano le condizioni politiche, noi decidiamo di fare l’operazione, ci vorranno non meno di tre-quattro anni. La mia proposta è bloccare il numero dei passaggi e ridurre il rischio. Naturalmente mi rendo conto che è abbastanza facile affermare il principio, altro sarà fissare il quantum. Mi auguro che a ottobre ci sia una risposta nel senso di un contingentamento, e magari, questo è il mio auspicio, una riduzione di passaggi. Noi ci presenteremo comunque con una proposta».

Riguarda alla scelta del percorso alternativo alle grandi navi, il ministro non si nasconde le difficoltà. «Non sarà una scelta facile. – precisa – Prendiamo una delle ipotesi: scavare il canale (il Contorta-Sant’Angelo ndr) costerebbe più di 100 milioni, ci sarà da decidere dove portare i fanghi, fare la Valutazione d’impatto ambientale, fare il progetto, ottenere i pareri di non so quante Autorità. Solo per superare la fase autorizzativa ci vorrà tempo. Dopo di che c’è il problema della realizzazione. Idem se si decide di fare il porto fuori laguna o l’operazione su Marghera, che implica lo scavo di un canale con gli stessi problemi di sopra. A essere ottimisti, se davvero a ottobre si decidesse una soluzione e il giorno dopo ci mettessimo a lavorare, occorreranno almeno 3-4 anni».

Pienamente d’accordo con Orlando il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa che concorda sul numero chiuso: «È tecnicamente fattibile senza grandi problemi, e in parte è già applicato, visti che ospitiamo meno accosti di quelli che potremmo. Si tratta solo di fissare la scala di priorità che può riguardare il prezzo per gli accosti o la rapidità di prenotazione. Ma non c’è dubbio che il numero chiuso sia l’unica soluzione transitoria in attesa di quella definitiva. Che potrebbe essere pagata dalle stesse compagnie di crociera se il Governo – so che il ministro Lupi ci sta lavorando – introducesse la legge che tassa il traffico passeggeri come già avviene per quello merci. con il ricavato sarebbe facile pagare il mutuo necessario a coprire la parte di finanziamento mancante per lo scavo del canale». (e.t.)

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Royal Caribbean per l’Italia punta su Venezia e Roma

Il mondo crocieristico sembra tutt’altro che spaventato dalle polemiche sulle grandi navi e continua a investire su Venezia. La Royal Caribbean – uno dei colossi del settore – ha appena annunciato con il suo direttore generale Italia Gianni Rotondo che chiuderà la sua presenza italiana nei porti di Napoli, Genova e Messina, per concentrarla tutta su Roma e Venezia, per incentivare mercati fondamentali come quello americano e inglese, che si imbarcano prevalentemente da questi due porti in cui saranno posizionati tutti i brand Royal, quindi Oltre Rccl, anche Celebrity e Azamara. Per il prossimo anno, quindi, ci saranno sei navi posizionate in Italia dal colosso crocieristico di cui due della classe Celebrity, una a Venezia e una a Roma.

 

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