Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Montate in via Ulloa dal Comune per riqualificare l’accesso al sottopasso

Con l’inaugurazione di cinquanta nuovi e moderni stazi (100 posti) per biciclette in via Ulloa, a Marghera, parte ufficialmente il rinnovo urbano di quella che nei progetti del Comune e della Municipalità dovrebbe in tempi brevi diventare la migliore “porta di accesso” al quartiere di Marghera per quanti provengono dalla stazione di Mestre. Non si parla solo dei frequentatori degli alberghi ma anche dei tanti pendolari che usano il sottopasso per recarsi alla stazione e al lavoro ogni mattina.

Ieri, alla presenza degli assessori Ugo Bergamo e Gianfranco Bettin, del consigliere comunale Simone Venturini e dei rappresentanti della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso (presidente) e Valdino Marangon (delegato) è stato inaugurata la prima fase dei lavori di sistemazione e arredo urbano dell’area di via Ulloa nelle vicinanze del sottopasso per la stazione di Mestre.

Il primo intervento ha riguardato il parcheggio per biciclette a lato del sottopasso, con la pulizia dell’intera area ad est (300 metri quadri), l’asportazione dei vecchi porta biciclette (donati a una parrocchia di Mestre) e un nuovo asfalto. Al termine dei lavori sono stati collocati 50 nuovi porta biciclette del tipo a colonna, che consentono di incatenare i mezzi agganciandoli sul telaio e non sulle ruote, garantendo così una maggiore sicurezza. Si è inoltre provveduto a ripulire dai graffiti la parte esterna del sottopasso e a ridipingerla con il colore giallo originale. «Un lavoro non impegnativo e dal costo non elevato», ha spiegato l’assessore Bergamo, «ma dal profondo significato, piccolo primo intervento in attesa dell’arrivo del tram e della conseguente generale rivalutazione di Marghera». «Ora bisogna lavorare per potenziare l’illuminazione e installare una telecamera che monitori la zona costantemente», ha avvertito Simone Venturini.

(ma.to.)

 

LA CURIOSITA’ – Pizza in centro? La consegna il “pony” ciclista

Svolta ecologista di Adriano Marchiori e Michele Piredda che hanno creato il “ciclopizza”

Cosa ci può essere di nuovo nell’apertura di un Pizzaexpress? Niente, si dirà. A Mestre ce ne sono a decine e ogni sera un discreto numero di motorini e di auto percorrono le vie della città per consegnare pizze (in teoria) ancora fumanti. Eppure da qualche giorno c’è un Pizzaexpress capace di regalare una eco-novità. In piazzale Leonardo da Vinci, 15, le consegne si fanno. Però non in auto o in motorino, bensì in bicicletta. Il servizio, unico nella nostra provincia, nasce da una idea di Adriano Marchiori e di Michele Piredda, e non è un caso. Sono loro che, ormai vent’anni fa, esportarono a Mestre il concetto di Pizzaexpress. E sempre loro, nel 2000, fecero conoscere ai mestrini il kebab. Ora, ecco la “ciclo pizza” che coniuga le esigenze di sostenibilità ambientale con quelle della velocità di consegna, dato che la città può contare su un buon numero di piste ciclabili e su molte zone a traffico limitato dove auto e motorini non possono passare. Mestre è una realtà più fruibile per le bici che per i mezzi a motore, questo è noto. E il “ciclopizza”, dunque, può risultare vincente anche se nasce come servizio riservato in particolare ai residenti del quartiere tra via Cappuccina e la stazione, e, più in generale, del centro. L’attività di consegna in bicicletta è partita da qualche giorno. Mentre è da quattro mesi che Marchiori e Piredda hanno rilevato il locale, mantenendolo come take away fino, appunto, alla trasformazione in “ciclopizza”. Le bici, caratterizzate dal logo ideato dall’illustratore mestrino Federico Zilli, sono attualmente due, ma presto il parco verrà ampliato, anche in relazione al successo dell’iniziativa. «Oggi», spiega Marchiori, «con la capillare diffusione di laboratori che consegnano pizze, diventa conveniente, efficiente e puntuale far consegne nel proprio quartiere di influenza con la bicicletta, data la poca distanza da percorrere per raggiungere il domicilio dei clienti e l’ormai consistente rete di piste ciclabili che stanno facendo di Mestre una città finalmente più vivibile. Quindi, dopo aver portato a Mestre il Pizzaexpress e il kebab, ora vogliamo introdurre questa novità all’insegna della sostenibilità ambientale senza tralasciare l’aspetto della velocità di consegna e qualità del servizio».

Gianluca Codognato

 

Venturini vittima dei ladri rubate due bici in tre giorni

Una è sparita davanti al Municipio, il presidente: «Ci vorrebbero le telecamere»

Mercoledì nuova campagna di punzonatura per la settimana della mobilità

Cresce il numero degli utilizzatori della bicicletta ma cresce anche quello dei furti a Mestre. Un fenomeno dai dati incerti. Molte le denunce alle forze dell’ordine ma i numeri sono sottostimati visto che tra il 50 e l’80 per cento dei derubati non denuncia, stando alle stime degli Amici della bicicletta. Oltre alle bici comunali del Bike Sharing, di nuovo nel mirino di ladri e vandali, anche quelle dei privati cittadini vengono rubate intere o a pezzi. Una “piaga” che fa anche vittime illustri. Come il presidente della Municipalità di Mestre Centro, Massimo Venturini. Quindici bici rubate in meno di otto anni, le ultime due lo scorso fine settimana, e la pazienza arriva al limite.

«Una sono riusciti a rubarla davanti il Municipio in via Palazzo venerdì scorso, neppure il tempo di chiudere il lucchetto ed era già sparita», racconta Venturini. «La seconda domenica mattina all’inizio di via Forte Marghera. Sabato avevo trovato un amico in stazione al quale ne avevano rubata una. Negli anni me ne sono successe di tutti i colori, perfino a un conoscente hanno proposto di vendergliene una, poi lui si è accorto che era mia mentre si trovava davanti il Centro Le Barche. La cosa curiosa è che mai ho trovato le catene e i lucchetti. Il Comune ha fatto anche l’operazione della punzonatura, ma le bici non le riesci a ritrovare lo stesso». Un fenomeno in continua crescita in città, quello dei furti di bici ma anche di pezzi: ruote, pedali, sellino oppure fanali. «Si vede in giro cosa resta nelle rastrelliere», osserva il presidente della Municipalità di Mestre Centro. «Telecamere davanti il Municipio? Non so se può essere la scelta giusta, ma in qualche modo bisogna riuscire a difendersi da questo fenomeno in continua crescita. Le bici te le rubano anche nei giardini o nei sottoscala delle case private. Idem quelle che mette a disposizione il Comune. Ormai mi sono rassegnato, ne comprerò un’altra a pochi euro tra quelle usate o assemblate dai detenuti del carcere». Le biciclette dotate di targhetta identificativa, tramite punzonatura, fa saper l’Avm che gestisce il servizio al Bicipark in stazione sono 1.561 a Mestre e 650 al Lido. Punzonare serve a riconoscere la bici in caso di furto dotando il mezzo di una targhetta di riconoscimento. Un deterrente utile quanto le telecamere sono reclamate da tempo anche per sorvegliare le bici del Bike Sharing. Una nuova campagna di punzonatura gratuita ci sarà mercoledì 18 settembre, in via Palazzo dalle 10 alle 14. L’iniziativa rientra nelle iniziative della settimana europea della mobilità che prende il via domenica, ha annunciato l’assessore Bergamo. Venerdì 20 settembre ci sarà il conteggio dei passaggi delle bici: 4 check point, attivi dalle 7.30 alle 9.30 conteranno i passaggi di biciclette in città. Alle 18 uno spritz sarà offerto n via Brenta Vecchia dagli Amici della bicicletta per la campagna di sensibilizzazione contro i furti. Simone Bianchi Mitia Chiarin

 

LA PROPOSTA – Posteggi custoditi nell’area di parco Ponci

«Denunciare il furto delle bici è una priorità per avviare qualsiasi azione per combattere il fenomeno largamente diffuso in tutte le città italiane». Questo l’invito lanciato dagli Amici della bicicletta, che nel marzo scorso hanno dedicato un convegno nazionale al fenomeno. A Mestre molte bici pare prendano la via dell’estero: furgoni diretti in Romania e Marocco, racconta la gente, sono carichi di bici rubate in città. Un fenomeno dai numeri incerti, visto che spesso si evita di presentare denuncia. E allora c’è chi invoca la presenza di più telecamere in una città, come Venezia, dove se ne contano già 169 di videosorveglianza. Un contributo potrebbe venire da posteggi sorvegliati. Di recente una associazione ha proposto all’assessorato ai Lavori pubblici di Alessandro Maggioni la creazione di un posteggio bici custodito a ridosso della scuola Vecellio a parco Ponci. L’idea piace anche a Venturini (in foto): «Nei giorni di mercato un posteggio di quel tipo sarebbe un aiuto per tanti cittadini».

(m.ch.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui