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Gazzettino – Quadrante, lo stadio senza Save.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

set

2013

GRANDI OPERE – Trovata la soluzione per bypassare il nodo critico dello scambio di aree con Save
Il Comune sblocca il progetto stadio

Vertice del sindaco con assessori e tecnici, via libera al piano per realizzare la “Venice Green Arena” a Tessera

IL PROGETTO – Yury Korablin acquisterebbe le aree limitrofe a quelle comunali

ESCAMOTAGE – Si opererà così fuori dal vincolo aeroportuale, che era condizionante

Sembrava tutto immobile ma in realtà la vicenda del Quadrante Tessera sta subendo una brusca accelerazione in vista dell’incontro, lunedì prossimo, con Yury Korablin, il russo patron del Venezia che dovrebbe realizzare nuovo stadio e cittadella dello Sport. Allo studio una soluzione che prevede di costruire l’operazione stadio utilizzando le aree del Comune e alcune aree private che acquisterà direttamente Korablin.
In tal modo si opererà fuori del vincolo aeroportuale e non servirà un accordo con Save. Il patron del Venezia dovrà dare alcune garanzie come la gara internazionale per affidare la realizzazione dello stadio, e la costruzione dello stadio prima delle attività commerciali collegate.

 

Lo schema usato per lo Juventus Stadium

L’operazione che sta mettendo a punto il Comune su Tessera si ispira, con alcune varianti, allo schema che è stato messo a punto e utilizzato dalla città di Torino per realizzare lo Juventus Stadium assieme alla storica società sportiva.

 

IL SINDACO ORSONI – Ieri un vertice con assessori e tecnici interessati al progetto

IL PATRON DEL VENEZIA – Lunedì sbarca a Venezia per arrivare all’accordo

Quadrante, lo stadio senza Save

Gran lavorio in Comune per concludere l’accordo con Korablin evitando i vincoli aeroportuali

Sembrava tutto immobile ma in realtà la vicenda del Quadrante Tessera sta subendo una brusca accelerazione, e in Comune c’è un gran lavorio di tutti gli assessori e dei tecnici competenti che ieri si sono incontrati con il sindaco Giorgio Orsoni per fare il punto della situazione e prepararsi al prossimo incontro con Yury Korablin, il russo patron del Venezia che dovrebbe realizzare, appunto, nuovo stadio e cittadella dello Sport e che arriverà a Venezia lunedì.
Allo studio c’è una soluzione che permetterebbe di uscire dalle secche in cui era finita l’operazione. E visto che un accordo con Save pare sia lungi dall’essere realizzato, non resta che una soluzione che bypassa la società di gestione dell’aeroporto Marco Polo, con la quale non si può dire che questa Giunta abbia un rapporto idilliaco. Gli scambi di accuse tra il presidente Enrico Marchi e il sindaco Giorgio Orsoni sono noti, come anche gli appelli di Marchi perché si riapra la trattativa sul Quadrante Tessera, riprendendo e perfezionando l’accordo di programma che era stato firmato con l’allora sindaco Massimo Cacciari nel 2008.
Quell’accordo, in sintesi, prevede uno scambio di aree tra Save e Comune affinché il pubblico abbia gli spazi per realizzare la cittadella dello sport e quella del gioco con il nuovo Casinò, e allo stesso tempo l’aeroporto possa costruire la seconda pista e anche una certa quantità di edifici commerciali e ricettivi. L’anno scorso i nuovi vincoli di sicurezza aeroportuale varati da Enac, che estendono da 500 metri a un chilometro il raggio che disegna il cerchio di tutela, facendo perno sulla mezzeria della nuova pista, hanno praticamente messo fuori uso buona parte dei terreni del Quadrante.
Enrico Marchi, per uscire dall’impasse, ha opzionato un certo numero di terreni a Nord del Quadrante e fuori del vincolo, pronto a darli al Comune in cambio di due cose: alcune aree che servono a completare lo spazio riservato alla seconda pista e le autorizzazioni per costruire una serie di edifici a servizio dell’aeroporto ma anche dell’intero Quadrante.
Il sindaco Orsoni ha sempre detto che se scambio ci sarà, sarà alla pari: l’area che Save sta acquistando a Nord Ovest con quella che il Comune possiede più a Sud, escludendo quindi qualsiasi richiesta di Save per sviluppo di terziario, commerciale, alberghiero, anche perché il Comune nel Piano di assetto del territorio (il Pat) ha scritto chiaro e tondo che non ci dovrà essere consumo di suolo, e ha ridotto di molto la superficie sulla quale si potrà costruire stadio e nuovo casinò, sostanzialmente ad una cinquantina di ettari.
All’inizio dell’anno il sindaco Orsoni aveva contattato direttamente Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, intavolando una trattativa sul Quadrante senza Save. E a fine giugno, incontrando Korablin, il sindaco è andato oltre assicurandogli che, «a prescindere da Enac, la Venice Green Arena si farà».
Se non c’è accordo con Save e se si vuole procedere, comunque, anche a prescindere da Enac, non resta che una terza via: costruire l’operazione stadio utilizzando le aree del Comune e alcune aree private che acquisterà direttamente Korablin, seguendo uno schema simile a quello adottato dalla città di Torino per la Juventus. In tal modo si opererà fuori del vincolo aeroportuale e non servirà un accordo con Save. Il patron del Venezia dovrà dare alcune garanzie come la gara internazionale per affidare la realizzazione dello stadio, e la costruzione dello stadio prima delle attività commerciali collegate ma questa volta potrebbe davvero essere quella buona.

 

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