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Gazzettino – Alta velocita’, la rivolta veneziana.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

set

2013

GRANDI OPERE – Il commissario Mainardi: «Ignorato il dossier sul tracciato alternativo in affiancamento alla linea Fs»

Mobilitazione delle istituzioni contro la Tav litoranea. Zaccariotto e Cereser: «Progetto contro il territorio»

COMMISSARIO – Un dossier rimasto nel cassetto

Lo studio di compatibilità della Tav sul tracciato esistente elaborato da Bortolo Mainardi è stato consegnato a Regione e Governo nell’agosto 2013

LE RESPONSABILITA’    «Prendo atto che ora da più parti si chiede di valutare l’alternativa»

L’ITER – L’unico progetto arrivato a Roma al ministero è quello litoraneo

IL FRONTE DELLA PROTESTA – Zaccariotto: «Abbiamo speso soldi per niente»

«È preoccupante che le istituzioni del territorio non si parlino fra loro». La vicenda del mancato sviluppo del tracciato alternativo alla Tav lascia sconcertata la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto. «Siamo fortemente preoccupati – commenta – perché il progetto litoraneo è stato contestato da quasi tutti i Comuni. Viene meno alle aspettative di collegamento turistico e comporta costi economici e ambientali elevatissimi».

Tutti elementi che la stessa Zaccariotto, che aveva coordinato il confronto fra il commissario Mainardi e i Comuni, aveva raccolto in numerosi incontri quando, all’inizio del 2013, si era cominciato a parlare di un altro progetto per l’Alta velocità che tenesse conto delle esigenze dei Comuni. «Era stata proprio la contrarietà al progetto originario a portare alla nomina di un commissario. A questo punto però si sono spesi soldi per un progetto insostenibile e per il commissario, il cui lavoro non è stato tenuto in considerazione».

La presidente è un fiume in piena: «È chiaro che Roma ha esaminato l’unico progetto che si è trovata sul tavolo. Il tracciato alternativo elaborato dal commissario aveva bisogno di essere sostenuto, ma a quanto pare questo non è avvenuto. Il problema – conclude – è che sempre meno gli enti territoriali vengono considerati quando esprimono la volontà dei cittadini. Ora noi tutti ci aspettiamo che la Regione ci dica cosa è realmente accaduto».

La protesta della Provincia sembra così creare un ampio fronte pronto a fare pressioni sulla Regione. A polemizzare per l’alternativa “scomparsa” sono stati il sindaco di San Donà Andrea Cereser (centrosinistra) e la parlamentare a cinque stelle Arianna Spessotto, il deputato leghista Emanuele Prataviera e i consiglieri regionali del Pd Lucio Tiozzo e Bruno Pigozzo, oltre ai sindaci che lo scorso anno avevano sostenuto l’ipotesi di potenziare la linea ferroviaria esistente scartando il progetto dell’Alta velocità che avrebbe attraversato con un tracciato sinuoso il Veneto orientale dopo essere riemersa dal tunnel fra Mestre e l’aeroporto Marco Polo.

(a.fra.)

 

Tav parallela, c’è chi rema contro

Il dossier del commissario Mainardi sul tracciato affiancato alla rete ferroviaria bloccato da un anno in Regione

Il suo lavoro, ufficialmente, si è concluso nell’agosto di un anno fa, quando il dossier sul tracciato alternativo alla Tav lungo la linea esistente è stato inviato al presidente della Regione Luca Zaia e all’allora ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. A quanto pare lo studio del commissario Bortolo Mainardi – venti pagine che evidenziavano la convenienza di accantonare il tracciato litoraneo e di potenziare la linea esistente – è rimasto nel cassetto.
Per questo il commissario che ha studiato un alternativa lungo la tratta Mestre-Portogruaro non è affatto stupito che il gruppo istruttore della Commissione Via al ministero dell’Ambiente abbia dato un primo via libera al progetto “litoraneo” di Italferr, quello bocciato dalla maggior parte dei Comuni veneziani che prevede il tracciato in tunnel da Mestre all’aeroporto Marco Polo. A Roma, fa capire Mainardi, l’unico progetto esistente è quello. «Prendo atto con soddisfazione – commenta Mainardi – che ora da più parti si chieda di valutare l’alternativa. Spero si agisca di conseguenza». L’argomento era già stato al centro alcune settimane di un colloquio con l’assessore regionale Renato Chisso.
Di più l’architetto che in un anno ha consultato progettisti ferroviari e amministratori locali non dice. Ma fa capire che, se il dossier è rimasto fermo un anno a Venezia, la colpa non può essere attribuita a lui. Anche ieri, peraltro, due consiglieri regionali del Pd, Lucio Tiozzo e Bruno Pigozzo, hanno sollecitato la Giunta regionale a promuovere il tracciato alternativo. Il tempo, a quanto risulta al commissario, c’è ancora, ma bisogna fare presto. La Regione Veneto, come soggetto politico, in base al dossier in suo possesso dovrebbe sollecitare il ministero delle Infrastrutture a chiedere a Italferr – che finora ha elaborato solo uno studio di compatibilità – a preparare un progetto preliminare da sottoporre al Cipe. Solo in questo modo la Tav, o meglio lo sviluppo dell’Alta capacità, avrebbe un’alternativa “ufficiale”.
Peraltro non è solo la Regione Veneto a dover assumere l’iniziativa. Per il Friuli Venezia Giulia infatti ufficialmente il tracciato alternativo non esiste, dato che il mandato di Mainardi era limitato alla tratta Mestre-Portogruaro. E il commissario finora non è mai stato ricevuto dalla presidente Debora Serracchiani. Un chiarimento istituzionale, a questo punto, è indispensabile, soprattutto dopo le dichiarazioni del governo francese di un possibile “disimpegno” dall’alta velocità e della frenata di quello sloveno sul raddoppio della tratta Capodistria-Divaccia.

In questo scenario il dossier Mainardi, con il potenziamento della Venezia-Trieste e l’impiego della linea dei Bivi per il traffico merci diverrebbe l’unico progetto realizzabile. A patto che qualcuno, a livello istituzionale, lo ricordi a Roma.

 

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